Sempre alla ricerca di riparo, Mando e Baby Yoda, avevamo compiuto nello scorso episodio – la nostra recensione QUI – un atterraggio di emergenza su Tatooine.

Lì il mandaloriano, alla ricerca di un lavoretto facile per riparare la sua nave, si era lasciato coinvolgere da un giovane cacciatore di taglie nella cattura della pericolosa Fennec Shando. La caccia si trasforma in un lunga sessione di addestramento e culmina non solo con la cattura della pericolosa assassina ma anche con la sua morte in un maldestro tentativo di doppio gioco del giovane cacciatore di taglie. Tutta la vicenda era stata seguita da lontano da una misteriosa figura…

In Chapter 6 The Prisoner, Mando è sempre alla ricerca di riparo e un porto sicuro per la sua nave e per questo si rivolge al suo vecchio amico Ran – interpretato da Mark Boone Junior, l’indimenticabile Bobby Elvis di Sons of Anarchy.

Ran, che è a capo di una banda con cui Mando ha compiuto vari lavori nel passato, è ben disposto ad aiutare il vecchio amico ovviamente in cambio di un piccolo favore, un lavoretto… abbordare una nave della Nuova Repubblica per liberare un prigioniero.

Il mandaloriano ovviamente non è convinto e in più per quanto cerchi di tenerlo nascosto e al sicuro Baby Yoda spunta fuori nei momenti meno opportuni. Il lavoro che doveva essere semplice si rivela una trappola mortale e dopo aver rivelato l’identità del prigioniero anche in una caccia tutti contro tutti.

Il mandaloriano ne uscirà ovviamente vincitore riservando al vecchio amico un trattamento di tutto rispetto.

Chapter 6 The Prisoner è l’episodio che per atmosfere, ritmo e sceneggiatura si avvicina maggiormente a quello che è sicuramente il prodotto migliore targato Star Wars negli ultimi anni ovvero Rogue One.

Accantonate le velleità tipicamente western, l’episodio di questa settimana è impostato come il più classico degli heist movie in cui il folto cast di personaggi, per quanto non venga approfondito, svolge un ruolo importante dando quella coralità e quel senso di compiutezza al plot che è mancato a tratti in alcuni degli episodi precedenti.

Grazie ad una regia attenta, e alcuni piccoli ma fondamentali accorgimenti di scena come l’uso delle luci, il ritmo dell’episodio è sempre alto con una tensione sempre più crescente che è palpabile negli ultimi 20 minuti dell’episodio che è un vero e proprio bagno di sangue.

Se la regia e la sceneggiatura lavorano di precisione, vengono tralasciate un po’ le scene d’azione che soprattutto nella prima parte dell’episodio sono coreografate in maniera un po’ grossolana.

Chapter 6 The Prisoner rappresenta la fotografia di quello che gli spin-off di Star Wars dovrebbero essere muovendosi tanto lontano dalle tematiche dei film principali quanto vicini per ispirazioni e ambientazione. C’è però da dire che seppur questo è di fatto uno degli episodi migliori della stagione, The Mandolorian pecca ancora di costanza per il filone narrativo principale che, con il passare degli episodi, è stato quasi accantonato.

Non che una presenza minima di Baby Yoda non sia gradita anzi però rimane sempre la sensazione che showrunner e sceneggiatori non abbiano voluto volontariamente ampliare nulla quanto piuttosto usarlo come un pretesto meramente narrativo… il problema è che ora vogliamo sapere chi e perché si sta dando la caccia a Baby Yoda e difficilmente ci potremo accontentare di risposte approssimative.

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