Riverdale arriva alla sua pausa natalizia forte di quello che è uno degli episodi migliori di questa finora interlocutoria quarta stagione, ovvero quella della scorsa settimana – la nostra recensione QUI.

In città erano ripresi gli invii delle famose videocassette contenenti ore di girato delle abitazioni, a questo fattore di stress si era aggiunto anche quello legato alle lettere di ammissioni al college che i senior avevano iniziato a ricevere. Avendo fra le mani un polveriera pronta ad esplodere il preside aveva chiesto alla psicologa della scuola, Ms Burble, di rendersi disponibile per tutti.

I protagonisti erano stati quindi protagonisti di un lento ma inesorabile carosello. Betty e la madre si erano scontrate sul rifiuto di Yale, Archie aveva confessato della sua ossessione per il vigilantismo, per far sì che la cittadina sia un posto sicuro per tutti, mentre Cheryl aveva confessato di parlare ancora con il fratello morto non avendone processato del tutto il lutto.

Addirittura Jug, che tecnicamente non era più uno studente della Riverdale High, era finito di fronte a Ms Burble sviscerando le bizzarrie della Stonewall.

L’unica che sembrava aver ottenuto un responso positivo dal college era stata Veronica che, ammessa ad Harvard, aveva scoperto lo zampino del padre sfidandolo sul suo nuovo terreno: il business del rum.

In Tangerine si ritorna diritte sui vari filoni narrativi messi momentaneamente in sospeso la scorsa settimana.

Veronica è impelagata nella nuova lotta contro il padre che ha revocato al suo locale la licenza per vendere alcolici decretandone la chiusura. Così come Archie in quella contro la famiglia di Dodger: ad aiutarlo ci penserà FP in cambio della promessa di appendere il costume di vigilante al chiodo. La spedizione punitiva costa cara a FP che viene ferito ma molto di più ad Archie che viene colto dai suoi giovani studenti in un momento di furia.

Betty fa visita alla sorella che in preda ad un raptus ha aggredito una infermiera scoprendo che l’influenza di Edgar sulla sua famiglia è molto più subdola di quello che aveva potuto immaginare. Jughead rintraccia intanto il nonno scoprendo alcuni clamorosi dettagli sulla prima storia dei Baxter Brothers.

Tangerine si configura come il più classico degli episodi di passaggio o meglio in questo caso come l’episodio che fa il punto della situazione prima di una lunga pausa.

La prima parte dell’episodio viaggia proprio in questa direzione muovendosi sui binari sicuri dei filoni narrativi paralleli dei quattro protagonisti che ancora una volta interagiscono davvero poco nel corso dell’episodio.

A metà però la sceneggiatura cerca il colpo ad effetto con un paio di avvenimenti che danno la giusta scossa all’episodio ma che purtroppo non vengono sfruttati fino in fondo e fatti passare velocemente in secondo piano dando spazio alle loro fulminanti conseguenze.

Non basta infine la breve sequenza in prolessi – con Betty protagonista suo malgrado – per risollevare le sorti di un episodio che raggiunge sì la sufficienza ma che poteva essere sicuramente sfruttato meglio.

Ed è forse in questa “frettolosità” che l’episodio racchiude un po’ il meglio ma soprattutto il peggio di una stagione che deve ancora trovare la giusta quadratura e che di fatto fatica ancora a decollare. Di contro c’è da dire che però l’episodio recupera un po’ quel gusto esagerato e inverosimile – vedasi le vicende di Betty e Jughead – che hanno rappresentato nelle passate stagioni la peculiarità della serie.

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