Avevamo lasciato Riverdale durante una tumultuosa Festa del Ringraziamento nell’episodio della scorsa settimana – la nostra recensione QUI – in cui Archie aveva dovuto fronteggiare la pericolosa famiglia di Dodger durante il banchetto tenuto al Centro Ricreativo e culminato con un pericoloso drive-by che era quasi costato la vita alla madre.

Anche Jughead e Betty avevano avuto il loro bel da fare alla Stonewall. Decisi più che mai a risolvere il mistero legato al suicidio di Mister Chipping, con la tenacia da investigatori che li contraddistingue, erano riusciti a ricavare la “verità” da Donna e Bret: Chipping aveva costretto la ragazza ad una relazione che lo aveva portato all’esaurimento.

Infine Toni e Cheryl si erano sbarazzati della invadente famiglia Blossom facendo credere loro di aver mangiato il cadavere dello zio Bedford!

L’episodio di questa settimana, intitolato In Treatment, mette idealmente da parte questi filoni narrativi ritornando invece su quello delle misteriose videocassette con le immagini delle casa della cittadina riprese dall’esterno lasciato in sospeso parecchi episodi fa.

A questo fattore di stress si aggiunge anche quello legato alle lettere di ammissioni al college che i senior stanno iniziando a ricevere. Avendo fra le mani un polveriera pronta ad esplodere il preside chiede alla psicologa della scuola Ms Burble di rendersi disponibile per tutti.

I protagonisti iniziano quindi il loro lento ma inesorabile carosello. Betty e la madre si scontrano sul rifiuto di Yale, Archie confessa della sua ossessione per il vigilantismo e per far sì che la cittadina sia un posto sicuro per tutti mentre Cheryl confessa di parlare ancora con il fratello morto non avendone processato del tutto il lutto.

Addirittura Jug, che tecnicamente non è più uno studente della Riverdale High, finisce di fronte a Ms Burble sviscerando le bizzarrie della Stonewall.

L’unica che sembra ottenere un responso positivo dal college è Veronica che viene ammessa ad Harvard ma la verità è un’altra e dietro c’è ovviamente il padre.

In maniera tanto repentina quanto efficace, Riverdale tira fuori dal cilindro uno di quegli episodio “diversi” e spiazzanti che contraddistinguono la serie dal resto delle produzioni di questo genere.

Tutti i filoni narrativi, tutti i protagonisti e le loro vicende – non sempre dai contorni concreti e precisi di questa stagione – vengono messi sotto la lente d’ingrandimento e decostruiti grazie al conveniente personaggio della psicologa della scuola.

Ecco che quindi ansie, timori, rabbia e incomprensioni si fanno concrete e i protagonisti perdono la loro aura di finzione diventando “voce” dei sentimenti spesso repressi dell’adolescenza di qualsiasi generazione.

La sceneggiatura è efficace perché riesce comunque a mediare questo inusuale approccio con quello di riportare, nella parte finale dell’episodio, l’attenzione subito sui personaggi principali mostrando come per quanto siano stati psicanalizzati la loro natura è ineluttabile vedasi Archie o Veronica ancora prima che Jughead e Betty e la loro indagine.

In Treatment tira quindi idealmente una linea in attesa della pausa natalizia della prossima settimana dando nuova linfa ai filoni narrativi principali ora più concreti e meno fumosi ma più ancorati allo stato d’animo dei quattro protagonisti. Una bocca d’aria fresca dopo qualche episodio meno puntuale.

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