Attica, circondata da impenetrabili mura, è considerata la città più bella e moderna del XXI secolo. Ambita meta turistica e speranza di una vita migliore per migliaia di persone, Attica è in realtà una grande bugia.

Per questo, cinque ragazzi dagli strani poteri si uniranno loro malgrado per compiere un’impresa folle: radere al suolo le mura della città più bella del mondo e metterla a ferro e fuoco, cercando di non farsi ammazzare. O di non ammazzarsi a vicenda…

In questo secondo numero Aiden e Kat cercheranno di incontrare un nuovo personaggio, come indicato da Esse, ma ovviamente il tutto non sarà per nulla facile…

Secondo volume del primo esperimento della Sergio Bonelli Editore nel mondo dei manga, dopo un primo volume che ha sicuramente convinto i più (QUI la recensione).

Il solco intrapreso nel primo non viene modificato in questo nuovo tomo, che in effetti continua nel substrato a raccontare e denunciare alcune tematiche odierne che vediamo riflesse nel contesto sociale proprio della città di Attica: la metropoli, simbolo della democrazia moderna, che rifiuta i “poveracci” che si affollano sotto alle sue maestose mura è certamente una denuncia sociale della nostra realtà, seppure resti sempre sullo sfondo della storia, che si concentra invece sui sentimenti e sulle aspirazioni dei suoi protagonisti.

Aiden e Kat sono due personaggi ormai perfettamente individuati e che il lettore ha imparato a conoscere e ad apprezzare grazie allo sviluppo che Giacomo Bevilacqua è riuscito a dare; in questo numero ai due si unirà una nuova protagonista, Cilla Bleu, già ben tratteggiata in questo volume, in cui si trova al centro della tensione, sia dal punto di vista personale che della trama in generale (è il personaggio al centro con la bacchetta nella quarta di copertina).

Anche l’antagonista di questo numero riesce a suscitare le giuste reazioni negative nel lettore, sia per la sua rappresentazione grafica, non particolarmente attraente, sia soprattutto per le sue azioni. Sorge il dubbio però che sia troppo potente come capacità e questo potrebbe dare qualche problema nel prosieguo della storia per il rischio di un difficile bilanciamento con il realismo. Ma anche in questo caso si potrebbe comunque qualificarlo come un perfetto villain giapponese (di qualche decina di anni fa), che aspetta l’occasione giusta per poi essere sconfitto poco prima… Ma è presto per dare un giudizio negativo sui villain in generale, anche perchè i protagonisti non sono da meno…

Ciò detto, la storia non presenta particolari innovativi, inserendosi nelle trame di un classico shonen che cerca di introdurre, come spesso accade del resto, anche una morale o un messaggio sociale.

Dal punto di vista grafico, l’autore tenta un approccio molto particolare che si richiama al mondo manga, anche se sarebbe più opportuno parlare di euromanga; tuttavia non mancano riferimenti ed omaggi ai manga che hanno fatto il successo del genere nel nostro Paese: per esempio l’armatura di Foxtail è un richiamo sia agli abiti del Great Sayaman di Gohan sia, soprattutto, al charadesign che ha lanciato il nome di Masakazu Katsura tra gli otaku.

In ogni caso un esperimento grafico riuscito, considerando anche il perfetto adattamento alla riduzione di formato, rispetto a quello tipico bonelliano, da parte dell’autore.

Da buon manga, il volume non presenta extra, tranne alcuni omaggi di disegnatori noti e non noti al mondo di Attica (potrete farlo anche voi taggando Bevilacqua su Instagram).

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