Era solo questione di tempo prima che il secondo personaggio attualmente più popolare della DC invadesse dopo i comics e il cinema anche la TV con una serie animata.

Stiamo ovviamente parlando di Harley Quinn divenuta in pochissimi anni da personaggio di culto, creata come personaggio per la seminale Batman: The Animated Series, a blockbuster di vendite nei comics grazie ad un paio di azzeccatissime serie regolari fino a icona pop con l’interpretazione ficcante della splendida Margot Robbie nel sottovalutato Suicide Squad.

Grazie alla piattaforma streaming DC Universe è stata quindi sviluppata questa nuova serie animata intitolata semplicemente Harley Quinn.

In questo primo episodio, intitolato Til Death Do Us Part, assistiamo all’ennesimo colpo di Harley e Joker sventato da Batman e agli ennesimi maltrattamenti del Principe Pagliaccio del Crimine alla sua giullare.

Harley viene quindi trasferita ad Arkham sicura che di lì a pochi giorni il suo Mistah J venga a liberarla. Poco importa se tutti gli altri detenuti cercano di convincerla del contrario, Harley è convinta che l’amore di Joker sia sincero e che verrà presto liberata.

Dopo un anno però Harley è ancora prigioniera e sarà Poison Ivy a trascinarla con sé durante una evasione. Perché Harley è attaccata morbosamente ad un uomo che la maltratta?

Pur essendo tornata libera, e con Ivy a farle da coscienza, Harley non riesce a staccarsi dall’influenza di Joker e quando l’Enigmista viene dichiarato “il criminale più divertente di Gotham City” correrà in aiuto del suo amato pasticcino rimanendone però di nuovo delusa… e se tutto fosse un piano per farle prendere coscienza di sé e della sua situazione?

Il tutto ovviamente passerà per un drastico cambio di look!

Far ridere è un’arte sopraffina e complicatissima tanto quanto creare una serie animata dal taglio adulto intelligente e non banale. Harley Quinn purtroppo non riesce, almeno in questo primo episodio, ad essere convincente su nessuno di questi due fronti.

Le premesse della serie sono famigliari a chi magari ha masticato un po’ del personaggio, soprattutto fumettisticamente, negli ultimi anni con la necessità/voglia di emancipazione di Harley da Joker.

Il tutto però è molto acerbo. Non basta sangue, budella, qualche battuta sconcia a sfondo sessuale e qualche parolaccia gratuita a rendere la serie “adulta” né soprattutto a far ridere o almeno sorridere.

Eppure questo Til Death Do Us Part qualche buono spunto ce l’ha. Come l’idea di fondo di empowerment femminista latente che passa sia dal simpatico rapporto fra Harley e il suo alter-ego Harleen che quello con Ivy. Ci sono anche interessanti dinamiche – il Gordon particolarmente nevrotico o la petulante pianta carnivora d’appartamento Frank – mentre qualche riferimento pop azzeccato faranno felici gli spettatori più smaliziati e/o i conoscitori dell’Universo DC – clamoroso quello a Batman Forever.

L’episodio pecca anche un po’ dal punto di vista tecnico. Il character design è generico attingendo a piene dall’estetica del Timmverse ma aumentandone spesso i connotati caricaturali mentre le animazioni non sono costanti con alcune pesanti cadute di qualità.

Non basta l’ottima prova al doppiaggio di Kaley Cuoco – la bellissima Penny di The Big Bang Theory – nei panni di Harley Quinn per risollevare le sorti di un episodio poco convincente. Il potenziale per migliorare sembra esserci ma se cercate l’Harley Quinn “originale” rimarrete delusi.

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