Nell’episodio della scorsa settimana di Batwoman – la nostra recensione QUI – la comparsa a Gotham del brutale Executioner aveva fatto venire a galla un giro di corruzione che coinvolgeva il dipartimento di polizia, giudici e procuratore distrettuale ma aveva portato anche di fatto all’implosione della famiglia Kane.

Jacob si era infatti finalmente convinto, dopo l’ennesimo attacco perpetrato nei suoi confronti, che Alice è in realtà la figlia Beth, allevata da un pazzo maniaco di cui ancora non si conosce l’identità. In più la moglie Catherine aveva confesso di aver manipolato le prove facendogli credere che la figlia era effettivamente morta.

È questo sorta di filo rosso famigliare che porta avanti la narrazione dell’episodio di questa settimana intitolato Tell Me the Truth.

Kate ha un problema non indifferente: troppe persone sanno che è Batwoman. Lo sa Alice e lo ha dedotto anche Sophie e ora lo sa anche una misteriosa agente di nome… Julia Pennyworth ovvero la figlia di Alfred!

Julia è in città sulle tracce di un mercenario che ha già fatto due vittime a Gotham. Si tratta di due scienziati che hanno entrambi lavorato alla famosa arma capace di perforare la bat-suit che come sappiamo è in mano ad Alice ma è davvero lei la mandante o lavora per qualcun altro?

Mentre Kate cerca di convincere Sophie a non rivelare la sua identità segreta deciderà pur riluttante di unire le forze con Julia per dare la caccia al misterioso mercenario. Sarà proprio grazie a Julia che Kate allontanerà i sospetti sulla sua doppia identità.

Alice invece continua le sue macchinazioni con un inaspettato doppio-gioco e con l’aiuto del fratellastro Mouse.

In Tell Me the Truth c’è forse tutto il meglio e tutto il “peggio” – ovvero quello che necessità ancora di una certa taratura – di questa prima parte di stagione.

Da un lato c’è questo filone narrativo dell’arma capace di perforare la bat-suit che, apparentemente insignificante nei precedenti episodi, sta assumendo i contorni del vero e concreto filo conduttore delle vicende facendo da raccordo anche con l’ottima villain Alice capace di alcuni eccellenti plot twist che rendono il tutto meno lineare e scontato.

Si gioca sempre su stilemi cari al genere supereroistico – nello specifico in questo episodio quello dell’identità segreta – piegandoli ovviamente a quella che è un po’ l’anima inclusiva della serie e del personaggio ed è qui che forse Batwoman deve migliorare dando più organicità al tutto senza quella tipica ansia da prestazione quando si trattano temi LGBT.

Dall’altro lato quindi c’è questa componente drama un po’ esasperata – ritornano ancora le sequenze in analessi dell’abbandono dell’accademia da parte di Kate e conseguente rottura con Sophie – che smorza il ritmo di un episodio che altrimenti sarebbe stato davvero coinvolgente.

In definitiva quindi nulla di nuovo se si considerano solo gli aspetti supereroistici ma attualmente, escluso forse Arrow, Batwoman è l’unica serie Arrowverse ad avere ben presente questo aspetto che viene colpevolmente relegato in secondo piano. Che poi ci siano altre tematiche da innestare ben vengano sperando che diventino sempre più parti integranti delle trame e non semplici appendici.

Pur fra alti e bassi, Batwoman sta prendendo forma.

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