L’episodio della scorsa settimana di Batwoman – la nostra recensione QUI – aveva tracciato una decisa linea nello sviluppo dei filoni narrativi della ancora giovane serie, ultima aggiunta dell’Arrowverse.

Da un lato avevamo assistito all’ascesa definitiva di Kate come Batwoman. La ragazza infatti aveva abbracciato definitivamente il ruolo di vigilante al posto del cugino Bruce Wayne tanto da modificare il bat-costume con decisa personalità e un tocco di rosso fiammeggiante.

Dall’altro la morsa intorno al mistero legato alla criminale Alice e alla possibilità che si tratti effettivamente Beth, la sorella di Kate presunta morta anni prima, si era stretta. Batwoman aveva recuperato un prezioso indizio, con l’aiuto della sorellastra Mary, dal suo prigioniero – l’ex-agente Dodgson fidanzato di Alice – ovvero il nome Mouse. Mentre Catherine aveva confessato a Jacob Kane che la morte di Beth era stata insabbiata anni fa da lei stessa.

Da qui riparte questo quinto episodio della prima stagione intitolato Mine Is a Long a Sad Tale. 

Batwoman riesce a catturare Alice mentre sta effettuando una serie di furti negli obitori di Gotham e dintorni. È il momento della verità e del confronto fra le due “sorelle”, Kate lascia comunque una traccia al padre in caso di emergenza.

Inizia così il racconto in analessi di Alice, di come Beth si sia svegliata in una remota abitazione di campagna e sia stata cresciuta da un misterioso uomo e da suo figlio, Mouse.

Alice dimostra però di essere ancora una volta un passo avanti ingannando prima Kate e poi attirando il padre in una trappola quasi fatale.

Pur non originalissimo, l’approccio di Mine Is a Long a Sad Tale è davvero interessante soprattutto per una serie dell’Arrowverse.

L’episodio infatti si concentra seppur in maniera non diretta sul narrarci le origini della villain Alice in maniera quasi speculare a quanto fatto la scorsa settimana con Kate che diventava ufficialmente Batwoman.

Il racconto di Alice è morboso e grottesco come il suo personaggio come l’interpretazione in crescendo di una ottima Rachel Skarsten intenta a confezionare un personaggio molto burtoniano ma con un taglio moderno e minaccioso.

Se dal punto di vista della progressione delle trame principali c’è ben poco, se non forse il fatto che Jacob Kane accetti che Alice sia la figlia Beth, la serie dimostra ancora una volta come i momenti migliori sono quelli in cui l’eroina e la sua antagonista si confrontano non solo grazie alla costruzione semplice ma efficace dei due personaggi ma anche grazie all’ottima alchimia fra le due attrici.

Buona anche la regia, finalmente sopra la media superando il semplice compitino, che mantiene un discreto ritmo e apre l’episodio con una scena d’azione davvero eccellente.

Dopo cinque episodi è lecito quindi chiedersi come showrunner e sceneggiatori possano mediare quanto di buono fatto vedere con alcune istanze ridondanti o troppo stereotipate tipiche degli show DC/The CW.

Questo è l’obbiettivo che dovrebbero prefissarsi tenendo anche presente che, arrivati a novembre, incombe l’evento crossover Crisi sulle Terre Infinite ed è quindi probabile che fino ad allora non vedremo una accelerazione significativa delle trame.

telegra_promo_mangaforever_2

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui