Nell’episodio della scorsa settimana Kate ha fatto il suo esordio ufficiale come Batwoman fronteggiando un vecchio rivale di Bruce Wayne ovvero Tommy Elliot – la nostra recensione dell’episodio QUI.

La ragazza aveva capito che indossare il costume del cugino aveva provocato una reazione a catena che travalicava quelli che erano i suoi obbiettivi personali ovvero scoprire se la criminale Alice è davvero sua sorella. Dopo un periodo di assenza infatti la comparsa di “Batman” sui tetti di Gotham aveva tanto infuso speranza nei suoi cittadini quanto attirato le attenzioni di criminali e cospiratori.

Con questo onere sulle spalle di Kate riprende l’episodio di questa settimana, il terzo di questa prima stagione, intitolato Who Are You?

A Gotham ricompare la ladra Magpie e una serie di furti che portano la sua firma costringono Kate a valutare seriamente il suo nuovo ruolo di vigilante che stride con la possibilità di avere una vita e una relazione normale.

Acciuffare la ladra non sarà facile sia a causa della inesperienza sia a causa dell’arsenale tarato più su un Bat-man che su una Bat-woman.

Anche Alice però non sta certo con le mani in mano e ricatta Catherine per ottenere una nuova arma sperimentale. Batwoman invece chiede aiuto alla sorellastra Mary visto che le sue condizioni sono peggiorate rischiando così di non ricavarne nessuna informazione utile; sarà proprio la ragazza a scoprire che l’obbiettivo di Alice è il misterioso Mouse.

Mentre avviene lo scontro finale fra Batwoman e Magpie, attirata dal prezioso filo di perle appartenuto a Martha Wayne, proprio Catherine confessa a Jacob di essere al centro di una cospirazione che riguarda anche Alice.

Se c’è una cosa che questo Who Are You? stabilisce con certezza è che showrunner e sceneggiatori sanno giocare bene con gli stilemi batmaniani più tipici anche fronteggiando un budget davvero basso per non dire bassissimo.

Detto questo però la serie stenta ancora a decollare. Parliamoci chiaro non c’è nulla fuori posto per una serie dell’Arrowverse/The CW ma la sensazione dopo quattro episodi è che manchi davvero qualcosa.

A riprova di questa sensazione c’è una sceneggiatura che a tratti deve per forza cercare il colpo ad effetto cercando di far convivere più filoni narrativi contemporaneamente ma sacrificandone spesso la fruibilità e/o un loro sviluppo più organico.

Batwoman sembra voler dimostrare tutto e subito e questo alla lunga – 22 episodi appena confermati per questa prima stagione – potrebbero essere deleterio “bruciando” magari qualche intuizione originale o non sfruttando tutta la potenzialità trasversale del personaggio.

In questo senso neanche gli sforzi attoriale di una sempre convincente Ruby Rose possono sopperire ad alcune evidenti leggerezze anche di un cast di comprimari ancora imballati in ruoli troppo stereotipati.

Batwoman fa il suo compito ordinato per 40 minuti ma la strada da percorrere in termini di originalità e sopratutto per attirare un pubblico più “importante” sembra essere davvero ancora lunga e gli aspetti da migliorare moltissimi. Quello su cui forse ci si dovrebbe concentrare ora è sviluppare in maniera più “tridimensionale” almeno i personaggi principali come fatto a tratti nei precedenti episodi quando a confrontarsi erano, in una dimensione più intima, Alice e Beth.

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