Il ritorno alla sceneggiatura di Giorgio Giusfredi riporta Dampyr in atmosfere pienamente horror, con nuovi richiami cinematografici. Perché Lamica mortale è una storia che si rifà in pieno alla pellicola cult di Dario Argento Suspiria.

L’ambientazione all’interno di una scuola di danza tedesca, la presenza di una strega a capo della struttura, ed una giovane protagonista (in questo caso saranno due) non può non richiamare alla mente il capolavoro di Dario Argento.

Ma L’amica mortale prende anche una strada propria. La storia si nutre di continui flashback che raccontano il rapporto di amicizia tra Ann Jurgin e Marlene Berger. La fuga di Ann dalla scuola di danza è stata supportata da Marlene, il cui destino è stato ben diverso, e l’ha relegata all’interno delle mura della struttura. Ora, Ann è tornata a Norimberga assieme ad Harlan, e dovrà affrontare il suo passato, e tutto ciò che ne conseguirà.

Giorgio Giusfredi tira fuori una storia citazionista ma che riesce a prendere vita propria, acquisendo un certo spessore narrativo. Le atmosfere di L’amica mortale sono totalmente horror, ma il sentimento che Ann nutre per l’amica Marlene rende questa storia qualcosa di più di un semplice albo horror.

Giusfredi conduce i lettori dampyriani all’interno di una spirale di sogni, ricordi, e tragica realtà, realizzando una storia malinconica che ha un po’ il sapore dei fumetti di Dylan Dog (che si possa vedere prima o poi l’autore lucchese sulle pagine dell’Indagatore dell’Incubo?). Ed è questo il punto forte de L’Amica Mortale.

Il pregio di questo albo è quello di aver portato le storie di Dampyr in una dimensione inconsueta, rendendo delle storie di genere anche un qualcosa di narrativamente ed emotivamente più rilevante.

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C’è letteratura in questo albo, e c’è spessore narrativo. Elementi che hanno aiutato ed esaltato i disegni di Alessio Fortunato, il quale ha realizzato una prova artistica di livello. Non si poteva trovare disegnatore migliore per una storia capace di richiedere tanta atmosfera. I chiaroscuri di Fortunato mettono in risalto un ambiente spettrale ed una storia malinconica.

Il punto forte della serie di Dampyr è quello di poter svariare da un genere all’altro: dall’horror, al thriller, al fantasy. Ma in questo albo di Giusfredi e Fortunato si nota anche tutto lo spessore letterario dei personaggi della serie. E, sicuramente dopo questo assaggio, di storie del genere ne vorremo sempre di più.

Questo è anche un periodo particolare per Dampry. Da poco infatti è stato annunciato il cast che darà vita al primo film dedicato ad Harlan Draka, ed i lettori dampyriani non stanno nella pelle.

L’idea di poter vedere le avventure di Dampyr anche sul grande schermo è il coronamento di un percorso, che ha portato una serie di nicchia della Sergio Bonelli Editore a vivere di una longevità che solo le grandi serie della casa di Via Buonarroti possono avere.

Insomma, di storie di Dampyr ce ne saranno ancora tante, ed i lettori dampyriani saranno accompagnati nel futuro da adattamenti di vario tipo dedicati al personaggio. E questo, da appassionati dampyriani, non può far altro che renderci felici.

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