Con l’episodio della scorsa settimana – la nostra recensione QUI – avevamo completato la lunga sequenza in analessi con la quale avevamo rivissuto le vicende che avevano portato allo scioglimento della prima incarnazione dei Titans.

Vicende drammatiche partite dall’omicidio di Aqualad da parte di Deathstroke, salvo scoprire che non era lui il vero obbiettivo del mercenario, e passate dal complicato piano architettato da Dick per vendicarsi il quale faceva capo a Jericho, il figlio di Deathstroke stesso.

Il piano era cambiato drasticamente quando Jericho, rivelate le sue abilità, era stato invitato ad entrare a far parte dei Titans dopo aver scoperto la vera occupazione del padre. Il tutto era poi velocemente precipitato e proprio Jericho si era immolato salvando la vita a Dick da un brutale attacco del padre.

Dalla fine del “racconto” di Dick riparte questo nono episodio della seconda stagione di Titans intitolato Atonement.

Le rivelazioni di Dick fanno definitivamente sfaldare la squadra e tutti decidono di lasciare al Titan Tower.

Donna e Rachel vanno via insieme, Kory incontra nuovamente Faddei ma solo per scoprire quanto la scalata al potere di sua sorella sia avanzata. Dick cerca di fare ammenda incontrando la madre di Jericho ma ad attenderlo troverà una sgradita sorpresa: i Titans sono stati davvero un fallimento come leader? parrebbe di sì e l’ex-Robin decide allontanarsi da tutto e tutti in un modo davvero peculiare.

Hawk e Dawn tornano nella loro casa dei boschi ma la loro pace è effimera, Dawn si sente ancora in colpa per la morte del giovane Ellis e Hawk stanco di vivere crisi e situazioni impossibili decide di lasciare la ragazza.

Solo Gar rimane alla Titans Tower dove finalmente Conner riprende conoscenza. Il ragazzo è una tabula rasa e Gar non è un buon insegnante… i due finiranno nei guai con le forze dell’ordine.

Dopo un filotto di episodio davvero notevoli, Titans si arrende e confeziona un episodio davvero mediocre da tutti i punti di vista.

Atonement non riesce neanche a raggiungere la sufficienza a causa di una sceneggiatura sbilenca – a tratti pericolosamente simile a quella peggiore di un episodio qualsiasi dell’Arrowverse – il cui tono è francamente stucchevole alternando gli eccessi di comic relief del filone narrativo di Gar con veri flash sugli altri personaggi senza riuscire a dare né il giusto spazio né il giusto respiro a nessuno di loro.

Se è vero che dopo 3/4 episodio in analessi era d’uopo riprendere i filoni narrativi del presente, showrunner e sceneggiatori non si sforzano di dare loro un minimo di coerenza e per certi versi provano anche a rovinare l’ottima costruzione di Conner con sequenze scontate oppure accelerano senza un reale motivo il filone narrativo di Kory che ha bisogno di ben altra costruzione.

Nel mezzo ci sono le vicende di Dick: erratiche. Il nuovo confronto con Deathstroke francamente non è pregnante quanto i precedenti e la sua scelta finale, pur strizzando l’occhio al seminale Batman Begins, abbastanza interlocutoria soprattutto ad una manciata di episodi dalla fine.

In definitiva questo nono episodio avrebbe dovuto fare un po’ il punto della situazione e tirare la proverbiale linea in vista del filotto di episodi finale ma invece risulta un riempitivo privo di mordente.

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