Avevamo lasciato Titans la scorsa settimana con un episodio decisamente sui generis che si concentrato inaspettatamente sulla dualità dei due Robin ovvero Dick e Jason – la nostra recensione QUI.

Il primo scontro con Deathstroke aveva infatti lasciato ferite profonde su entrambi. Jason era stato quasi ucciso venendo salvato miracolosamente da Conner – ripresosi nel corso dell’episodio solo grazie al provvidenziale intervento di Kory – mentre Dick aveva messo in discussione non solo le capacità di leader ma anche quelle di mentore e la sua caccia solitaria al mercenario porterà a due rivelazioni: la prima è che qualcuno sta spiando i Titans dall’interno della Titan Tower mentre la seconda è la confessione che la precedente incarnazione dei Titans aveva dato la caccia a Deathstroke utilizzando il figlio Jericho come esca, figlio che poi era rimasto ucciso.

Da queste due importanti rivelazioni quindi riparte l’episodio di questa settimana, l’ottavo, intitolato come facilmente intuibile Jericho.

Ritorniamo al 2014. I Titans originali sono intenzionati a vendicare la morte di Garth aka Aqualad per mano di Deathstroke utilizzando Jericho come esca.

I nostri però sono eroi e l’idea di oltrepassare questa linea non è facile in più il ragazzo mostra di avere una incredibile abilità: è capace di trasferire la sua coscienza nel corpo di un’altra persona a suo piacimento.

Questa abilità è senz’altro eredità di quelle in possesso del padre, sottoposto anni prima ad un trattamento sperimentale per aumentare le capacità psico-fisico, e fanno vacillare i Titans che da subito capiscono che non posso raggiungere Deathstroke tramite Jericho ma solo con il suo aiuto invitandolo quindi ad unirsi a loro.

Quando la notizia giunge alle orecchie di Deathstroke, il mercenario cercherà di far desistere prima i Titans e poi il figlio in uno scontro dal finale drammatico che ci rivela il vero destino di Jericho.

La morte di Garth, la fine della prima incarnazione dei Titans, la morte di Jericho e la caccia a Deathstroke sono tutte concentrate in questo Jericho, un episodio difficile e a tratti un po’ lento tutto in analessi.

La sceneggiatura sceglie un approccio meno diretto giocando su l’incontro fra Jericho e Titans e la rivisitazione delle sue origini, e di riflesso, quelle del padre nella prima parte dell’episodio alternando momento di “mutismo” con alcuni “parlarti” ovvero mostrando l’incidente che ha privato il ragazzo della voce.

La rivelazione delle sue abilità dà invece il via alla seconda parte dell’episodio in cui la tensione inizia a salire fino al drammatico finale.

I Titans cambiano approccio ma è troppo tardi, lo scontro è inevitabile e la regia si gioca molto bene le due scene d’azione a disposizione – Donna contro Deathstroke e soprattutto quella finale Robin contro Deathstroke – mentre la sceneggiatura alza il tiro.

Non sono tanto i dubbi di Jericho né tanto meno il suo sacrificio ad essere il cuore dell’episodio quanto il confronto negli intenti prima che nei fatti fra Robin e Deathstroke in cui si evidenzia il differente punto di vista fra eroe antieroe sottolineando anche tutta l’inesperienza dei giovani eroi e il loro fallace idealismo.

Titans continua ad impressionare anche con un episodio magari meno cesellato rispetto agli ultimi preparandosi di fatto al filotto di episodi che chiuderanno questa, finora, convincente seconda stagione.

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