La settimana scorsa abbiamo per un momento lasciato le vicende che coinvolgevano i Titans, vecchi e nuovi, e Deathstroke per fare la conoscenza di Conner ovvero un clone creato dalla Dottoressa Eve Watson nei laboratori Cadmus usando il DNA di Lex Luthor e Superman – la recensione dell’episodio QUI.

L’introduzione di questo nuovo personaggio, tanto peculiare quanto efficace nella sua semplicità di mostrare la ricerca dell’identità ovvero uno dei temi portanti della serie, era stata però solo un piccolo diversivo visto che nel finale dell’episodio eravamo tornati di prepotenza sulle vicende principali mostrandoci come Jason, in caduta libera da un grattacielo dopo la trappola di Deathstroke in cui era caduto Dick, era stato proprio salvato da Conner ferito poi mortalmente da un proiettile di kryptonite sparato da Mercy, il capo della sicurezza di Luthor.

Da qui riparte l’episodio di questa settimana di Titans intitolato sinistramente Bruce Wayne.

Conner è in convalescenza nella Titan Tower mentre Jason cerca di riprendersi dalle ferite fisiche e psicologiche scaturite dallo scontro con Deathstroke. L’unico capirlo sembra Rose ma l’avvicinamento fra i due viene bruscamente interrotto quando la ragazza trova un vinile appartenuto al fratello Jericho.

Perché Deathstroke ha puntato nuovamente i Titans? Dick sembra nascondere un terribile segreto, anche ai suoi compagni, e il rimorso si manifesta, letteralmente, in un Bruce Wayne particolarmente caustico, duro e cinico.

Da vero leader, Dick si sente responsabile e pur di non mettere in pericolo i suoi vecchi e nuovi compagni decide di andare a caccia di Deathstroke da solo.

Tuttavia sembra proprio Deathstroke sia un passo avanti all’ex-Robin ma soprattutto che “il mostro fosse nella Torre” sin dal principio giocando una sottilissima guerra psicologica che riesca di spezzare la squadra, e Jason definitivamente, costringendo Dick a rivelare il suo segreto.

Titans arriva da un filotto di tre episodi davvero eccellenti e questo Bruce Wayne, per quanto dal ritmo un po’ sincopato, conferma che la serie è davvero in un momento fortunatissimo grazie ad una sceneggiatura impostata in maniera impeccabile scavando a fondo nelle conseguenze dello scontro fra i Titans e Deathstroke visto da due paia di occhi diversi eppure speculari.

Dick è il leader nato, colui che si sobbarca oneri e responsabilità arrivando quasi vicino al collasso – le visioni ironiche e quasi fuori luogo di un Bruce Wayne tanto immaginario da citare le abilità da ballerino di Adam West – dovendo fare i conti con il confronto con il suo mentore che è soprattutto un confronto con il fardello che tiene custodito e riguardante Deathstroke e il passato dei Titans.

Jason è l’outsider colui che deve provare tutto e da tutti viene additato non appena la subdola tattica di Deathstroke inizia a palesarsi in tutta la sua drammaticità. Il ragazzo, vera e unica vittima del mercenario, è quello che ha subito i maggiori contraccolpi mostrandone sin da subito tutti i segni e facendo riaffiorare debolezze e incertezze.

Il confronto finale fra i due, ancora prima che quello fra Dick e Bruce, è il vero volano dell’episodio oltre che fornire una fotografia perfetta del concetto stesso di Bat-family e del peso che i Robin portano con loro.

Sullo sfondo un Deathstroke invisibile ma dannatamente efficace e la sotto trama di Conner che lentamente sta fornendo un ottimo diversivo ai filoni narrativi principali.

Con la rivelazione del segreto di Dick, Titans si prepara alla seconda metà di questa seconda stagione con aspettative altissime.

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