L’episodio della scorsa settimana di Arrow aveva confermato di fatto la struttura narrativa di questa ottava ed ultima stagione che vede quindi impegnato Oliver in una serie di missioni intorno al mondo per recuperare alcuni artefatti per conto del Monitor – la nostra recensione QUI.

Nello specifico l’episodio della scorsa settimana aveva visto Oliver recuperare il pericolosissimo virus Alpha/Omega e questo, unito anche all’incontro con la vecchia alleata Katana, lo aveva spinto ad interrogarsi sulle reali intenzioni della misteriosa figura cosmica tanto da decidere di cercare maggiori informazioni su di lui.

Con bene in mente il fatto che si tratta di un essere fuori dal comune, Oliver aveva deciso di recarsi a Nanda Parbat, uno dei luoghi più antichi della Terra, in cerca di risposte.

Ovviamente il primo incontro è con la sorella Thea ancora impegnata nella missione legata alla distruzione dei Pozzi di Lazzaro e della Thanathos Guild. I due quindi rintracciano Talia Al Ghul ottenendo da lei un prezioso indizi: il primo Ras Al Ghul si dice fosse stato benedetto da un dio cosmico della conoscenza… che sia Mar Novu?

Diggle invece è rimasto ad Hong Kong dove Lyla gli affida una missione in Kasnia legata a Bronze Tiger. John è ancora scosso dall’aver visto un intero mondo svanire e comunica le sue paure alla moglie.

Nella Star City del 2040 inizia a farsi più chiaro il piano di JJ e della gang dei Deathstroke: mantenere la città divisa uccidendo i sostenitori dell’unificazione.

La ricerca di informazioni di Oliver si incrocerà con i giochi di potere di Talia per il controllo di quello che rimane della League of Assassins mentre il Team Arrow 2040 subirà la sua prima drammatica perdita.

Mentre Oliver capisce che il Monitor forse non vuole prevenire la Crisi ma accelerarla ci sarà un nuovo incredibile incontro.

La formula collaudata nei primi due episodi salva questo terzo episodio, Leap of Faith, meno puntuale dei precedenti e che deve la sua riuscita sia alle scene d’azione ottimamente coreografate che all’inaspettato finale.

L’idea di portare Oliver a Nanda Parbat scricchiolava sin dalla scorsa settimana e infatti le fantomatiche informazioni sul Monitor si perdono in un plot a tratti confuso che serve a reintrodurre, e dare il giusto saluto, a Thea e Talia con la sempre bellissima e convincente Willa Holland.

Diciamo che la missione della settimana è meno convincente delle precedenti così come quella che coinvolge John e Lyla, iniettata di una componente drama inusuale soprattutto per il personaggio di Diggle, propedeutica a sviluppare la sottotrama dell’alleanza fra la stessa Lyla e il Monitor così come visto la scorsa settimana brevemente.

Di contro, pur prendendosi un bel pò di spazio sullo schermo, la trama in prolessi assume connotati finalmente più concreti con l’inaspettata scena finale che intriga e non poco.

Vicini al giro di boa Arrow sembra ancora voler ritagliare uno spazio più personale per sviluppare delle trame idealmente meno connesse all’evento crossover tuttavia nei primi due episodi proprio questo aspetto aveva dato maggiore focus agli episodi rispetto a questo terzo: un approccio a metà strada potrebbe essere quello più giusto ed avvincente.

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