Arrow 8×02 – Welcome to Hong Kong | Recensione

Oliver si risveglia ad Hong Kong dopo aver assistito con i propri occhi alla portata della Crisi...

Episodio 02: Welcome to Hong Kong
Durata: 45 min ca.
Regia: Antonio Negret
Sceneggiatura: Jill Blankenship & Sarah Tarkoff
Cast: Stephen Amell, David Ramsey, Emily Bett Rickards, Rick Gonzalez, Juliana Harkavy, Colton Haynes, Kirk Acevedo
Produzione: Warner Bros.
Distribuzione: The CW
Data di uscita: 22 ottobre 2019

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L’avvio dell’ultima stagione di Arrow con la season premiere della scorsa settimana – la nostra recensione QUI – ci ha fatto subito intendere quali sono le intenzioni di showrunner e sceneggiatori: portare Oliver in missione per conto del Monitor sullo sfondo della imminente e terribile Crisi ormai prossima.

Su Terra-2, Oliver aveva dovuto trafugare i resti di una stella nana per conto del Monitor stesso e per farlo era stato costretto a rivivere il ritorno dall’isola ingannando di fatto sé stesso e i “suoi” famigliari ancora vivi. Questo strano nuovo mondo lo aveva ovviamente destabilizzato ma mai tanto quanto l’aver assistito con i proprio occhi alla portata della Crisi: Terra-2 era stata letteralmente consumata. Solo il provvidenziale intervento di Diggle aveva permesso ad Oliver e Laurel aka Black Siren di mettersi in salvo fuggendo tramite un portale dimensionale.

C’era stato anche tempo per una breve incursione nella Star City del 2040 dove il neo-formatosi Team Arrow del Futuro si è scontrato subito con la gang dei Deathstroke capeggiata da JJ il fratello di Connor.

In Welcome to Hong Kong, l’episodio di questa settimana, Oliver si risveglia ad Hong Kong terrorizzato da quello a cui ha appena assistito, cioè alla morte di un intero mondo, e con il Monitor pronto a redarguirlo per aver salvato Laurel. Mentre l’essere cosmico prende in consegna i resti della stella nana, Oliver e Diggle sono costretti ad una rapida fuga ma non prima di aver appreso l’obbiettivo della loro nuova missione: rintracciare il dottor Robert Wong.

Laurel intanto non si capacita di aver perso il suo mondo e cerca aiuto per farvi ritorno coadiuvata da Lyla.

Ben presto Green Arrow e Spartan si rendono conto di non essere gli unici sulle tracce dello scienziato e il provvidenziale intervento di una vecchia alleata, Tatsu Yamashiro aka Katana, porterà i due a scoprire il vero obbiettivo del Monitor: il virus Alpha/Omega!

La missione quindi diventerà duplice recuperare il virus ma anche impedire che cada nelle mani della Triade ovvero in quelle di un’altra vecchia conoscenza… China White.

L’incontro fra Oliver e Tatsu inoltre farà sorgere nello stesso Oliver i primi dubbi sulla realtà bontà delle intenzioni del Monitor. Dubbi corroborati dalla scena finale…

Nella Star City del 2040 invece JJ e Connor si confrontano in una tregua armata rivelando le vere intenzioni del leader della gang dei Deathstroke.

Dopo aver dato una impostazione precisa, asciutta ed efficace alla stagione con la season premiere della scorsa settimana, con Welcome to Hong Kong showrunner e sceneggiatori vanno dritti al punto iniziando a mostrare la porta della Crisi finora solo accennata non solo attraverso lo sguardo della prima sopravvissuta, Black Siren, ma anche alcuni passaggi “sofferti” di un Oliver/Green Arrow particolarmente provato fisicamente e psicologicamente in cui Stephen Amell risulta particolarmente credibile.

L’episodio si muove quindi perfettamente bilanciato fra la formula della “missione della settimana” e quella di fornire contesto all’evento crossover e alla Crisi che assume contorni ora effettivamente drammatici facendo sponda sui primi dubbi di Oliver che serviranno senz’altro a dare maggior “tridimensionalità” agli eventi dei prossimi episodi.

La formula che vede Oliver in missione in diverse location inoltre strizza l’occhio in maniera personale sia ad alcune celebri run fumettistiche del personaggio sia offre l’opportunità di dare a vecchi personaggi l’opportunità di un’ultima passerella come in questo episodio a Katana e China White.

L’episodio scorre ben ritmato e coinvolgente grazie e una serie di scene d’azione semplici ma ottimamente coreografate che smorzano qualche passaggio eccessivamente ridondante e le sequenze in prolessi mai troppo efficaci ed imballate nel dover impostare la serie spin-off già confermata e in fase di lavorazione.

Arrow conferma la bontà di questa ultima stagione mantenendo saldo il timone di un Arrowverse tutto rivolto all’evento crossover e partito forse, almeno per le altre serie, in maniera non propriamente incisiva.

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