Sembra quasi surreale eppure ci siamo: Arrow è giunta alla sua ultima stagione, la ottava. L’ammiraglia di quello che è oggi l’Arrowverse chiuderà la sua corsa – convincente nelle primissime stagioni e a tratti estremamente farraginosa negli ultimi anni – chiuderà la sua corsa con 10 episodi che si ricollegheranno direttamente con l’attesissimo evento crossover Crisi sulle Terra Infinite in arrivo a dicembre.

Scelta azzeccata tenendo presente dove avevamo lasciato la serie con il season finale della passata stagione – la nostra recensione QUI – in cui Oliver e il Team Arrow avevano salvato la Star City dalla minaccia del Ninth Circle, minaccia che aveva comunque costretto Oliver e Felicity ad un esilio forzato per proteggere la loro bimba in arrivo. La decisione era stata subito disturbata dall’arrivo del Monitor che aveva predetto il ruolo fondamentale di Oliver nella Crisi e il suo sacrificio.

La passata stagione era stata in definitiva, pur con qualche caduta fisiologica, una delle migliori della serie configurandosi anche per alcuni aspetti come vera e propria stagione finale visto il commiato sentito dai temi portanti e da alcuni personaggi proprio nell’ultimo episodio.

Da qui riparte la season premiere della ottava stagione intitolata Starling City.

Riviviamo improvvisamente il ritorno a casa di Oliver dall’Isola. Moira, Malcolm, Tommy sono vivi ma qualcosa non quadra, alcuni piccoli dettagli, e ben presto scopriamo che Oliver si trova su una terra parallela, quella di Black Siren.

Oliver è stato inviato lì dal Monitor in missione per recuperare i resti di una stella nana in mano alle Queen-Merlyn Industries tuttavia la missione non sarà facile perché sulla sua strada si parerà un nuovo Dark Archer.

Mentre Oliver si scontra con il dover affrontare tanti volti noti che riteneva di aver perso per sempre arriva su questa terra anche Diggle. I due riescono a portare a compimento la missione ma il prezzo sarà altissimo: la Crisi imminente inizia già a mietere vittime e cioè interi mondi.

C’è anche spazio per fare un piccolo salto nella Star City del 2040 dove il Team Arrow 2.0 sta attraversando non poche difficoltà nel trovare l’amalgama e proteggere la città.

Starling City è una season premiere puntuale che arriva subito al sodo settando sin da subito il tono di questa ultima stagione.

Da un lato la missione di Oliver, agente del Monitor, è l’imminente Crisi donano alla serie un inedito tono spiccatamente fumettistico e sci-fi dall’altro quella che potrebbe essere la formula “tematica” degli episodi fornisce dinamismo e permette, qualora ce ne fosse ancora di bisogno, alla serie di rivisitare da un diverso punto di vista situazione e personaggi come fatto con il Dark Archer.

È chiaro che dovremmo attendere gli ultimi minuti dell’episodio per la giusta ricompensa “fumettistica” che non fa altro che aumentare l’attesa per il crossover.

L’unica nota meno convincente è il ritorno alla Star City del 2040 che più che una vera necessità sembra un dovere per showrunner e sceneggiatori in vista di una probabile serie spin-off. Speriamo solo che non vengano tolti minuti preziosi alle vicende principali.

Ottima anche la regia affidata all’esperto James Bamford che non disdegna come sempre le scene d’azione ottimamente coreografate per dare la giusta spinta ad una sceneggiatura lineare ma comunque efficare.

Arrow 8 inizia senz’altro con la giusta marcia mostrando ancora una volta perché, nel bene e nel male, si tratti della serie ammiraglia di un intero universo narrativo e televisivo.

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