Alla fine dell’episodio della scorsa settimana – la nostra recensione QUI – Emiko era riuscita a “distrarre” quanto bastava il Team Arrow affinché potesse riprendere il controllo della Cygnus X-1, la pericolosa arma biologica che ha intenzione di usare contro Star City.

Nella Star City del 2040 invece il Team Arrow del Futuro aveva finalmente compreso appieno i piani della Galaxy One che comprendevano l’attivazione di Archer e la completa militarizzazione di Star City che si sarebbe dovuta trasformare in una città-stato distopica.

Da qui riprendono gli avvenimenti di questo ventiduesimo episodio, il season finale di questa settimana stagione, intitolato You Have Saved This City.

Nel presente il Team Arrow deve localizzare Emiko e il Ninth Circle e contemporaneamente capire come disinnescare il pericolo dell’arma batteriologica. Nel futuro invece l’attivazione di Archer può solo essere impedita da un virus informatico la cui installazione dovrà essere favorita da Mia che farà da esca.

Mentre Felicity, con l’aiuto di Curtis, lavora per neutralizzare l’arma tutti gli indizi puntano ad un solo edificio della città, quello appartenuto alla Queen Consalidates. Il Team Arrow dovrà farsi largo fra gli uomini del Ninth Circle mentre arriva il momento del confronto finale fra Mia e Oliver.

Lo scontro però avrà dei rivolgimenti inaspettati con la ragazza che, lasciatasi guidare dalla sua sete di vendetta, si è inimicata i suoi alleati. Il finale sarà drammatico e costringerà Oliver e Felicity ad un ritiro tanto forzato quanto necessario.

Nel futuro il piano per disinnescare Archer fallisce e necessità di un tocco manuale che vedrà Mia protagonista.

In entrambe le linee temporali la città viene salvata aprendo le porte ad un nuovo periodo di speranza e prosperità tuttavia per Oliver è arrivato anche il momento di pagare un pesante debito che lo allontanerà definitivamente da Felicity e dalla figlia appena nata.

Più che un season finale You Have Saved This City ha il gusto di un vero series finale, gusto un po’ acerbo in alcuni passaggi e necessario per preparare non solo la più breve ottava ed ultima stagione ma anche, senza troppi fronzoli, il crossover fra le serie dell’Arrowverse del prossimo anno.

L’episodio si muove sicuro nell’inerzia del precedente e quindi grande spazio all’azione con il regista James Bamford che si esalta come sempre dando il suo tocco adrenalinico all’episodio. Le sequenze in prolessi spezzano un po’ il ritmo non offrendo lo stesso livello di tensione di quelle ambientate nel presente ma riescono non senza difficoltà a trovare la loro ragion d’essere nel finale.

E’ sicuramente un episodio che in termini di sviluppo risulta un po’ frettoloso: il dover liquidare in fretta e furia Emiko e il Ninth Circle sicuramente non giova ad una sceneggiatura i cui sforzi si concentrano soprattutto nella seconda parte dell’episodio dove la componente drama riaffiora con risultati alterni.

Se infatti il congedo di Oliver da Star City tocca le giuste corde, anche e soprattutto per chi nel bene e nel male ha seguito la serie dall’inizio, e il tema portante ovvero quello dell’eroismo e dell’idea del circolo di violenza trova molto bene compimento, la parte finale comprese le sequenze a Star City 2040 risultano un po’ ridondanti facendo crollare un po’ il pathos che l’episodio aveva faticosamente costruito.

Arrow 7 è stata una stagione più che sufficiente – da 6.5 – con una prima parte, quella di Oliver in carcere, davvero eccezionale e con showrunner e sceneggiatori che avevano saputo fare tesoro delle critiche alle stagioni precedenti focalizzandosi di più sui personaggi principali ed utilizzando con parsimonia la componente drama.

Purtroppo però una serie da 22 episodi deve avere dei cali fisiologici e anche in questa stagione si sono avvertiti però in maniera meno drammatica anche rispetto all’anno scorso, diciamo che la serie si è po’ seduta su alcuni dei suoi stilemi ritardando forse un po’ troppo l’introduzione di Emiko e del Ninth Circle.

E’ quasi la fine di un’era e Arrow confeziona una delle sue stagioni più convincenti.

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