Lorenzo Palloni è l’autore di uno dei libri migliori, se non forse il migliore, uscito lo scorso, anno almeno a parere di chi vi scrive, quel La Lupa – la nostra recensione QUI – graphic novel che affondava le sue radici nella tradizione crime e noir più spinta e lì cuoceva a fuoco lento verso un finale tanto imprevedibile quanto scontato, passionale e abrasivo.

L’annuncio del ritorno di Palloni per saldaPress con una nuova opera in due parti aveva quindi generato una discreta aspetttiva. Tuttavia come spesso accade per i grandi autori, Palloni aveva subito spiazzato tutti annunciando che questo nuovo lavoro avrebbe abbandonato i territori crime e noir abbracciando quelli della fantascienza più spinta.

Nasce così Desolation Club in cui Palloni viene affiancato alle matite da Vittoria Macioci il cui primo volume è stato presentato in anteprima a Lucca Comics & Games 2019 e uscirà ufficialmente solo a dicembre.

Cinquecento anni nel futuro la Terra è un luogo ostile, la cui “fine” è arrivata a causa di una delle cose che si danno più per scontate: la gravità è scomparsa e il mondo è completamente desolato. Il genere umano, ormai mutato, sopravvive in sparute città sotterranee. Cinque adolescenti un po’ annoiati combinano una “bravata” che li porta ad essere ricercati dagli agenti della Loggia, il governo terrestre, e infine incarcerati.

Solo il provvidenziale intervento dei genitori di una di loro riuscirà a farli fuggire dalla città prima della condanna definitiva e da ciò che rimane della società. I 5 cinque si metteranno alla ricerca di una nuova casa e, soprattutto, di un loro posto nel mondo, liberi da ogni vincolo e minacciati dalla nuova e violentissima natura che cresce sulla Terra.

Senza molti giri di parole questo primo volume di Desolation Club è un lunga introduzione che serve a Lorenzo Palloni per introdurre i personaggi e a costruirne le dinamiche e a Vittoria Macioci per creare questa nuova Terra aliena e la sua nuova società multiculturale, fluida ma sempre distopica.

Le intenzioni dell’autore toscano sono altrettanto evidenti: riflettere sull’adolescenza, sulla sua impetuosità, sulla libertà di scelta e sulle sue conseguenze.

Come ci ha abituati, Palloni non cede alla tentazione di facili moralismi o stucchevoli prosopopee ma preferisce la drammaticità e la dura realtà dei fatti decostruendo quindi gli archetipi degli adolescenti in un variopinto gruppetto le cui dinamiche sono tanto prevedibili quanto destabilizzate dagli eventi che li fanno velocemente “svegliare” nel mondo degli adulti e delle responsabilità.

Palloni si muove quindi fra una certa letteratura young adult di stampo anglosassone, la onnipresente influenza della produzione fumettistica francese e la più classica letteratura adolescenziale confezionando così un prologo convincente ma che evidentemente deve ancora raccontare “tutto” e per questo attendiamo il secondo volume.

A dare un piglio decisamente moderno ci pensa il talento di Vittoria Macioci il cui background nel campo dell’animazione è evidentissimo soprattutto nel tratto squadrato e nel character design in cui si rintraccia quel gusto tipico delle produzioni animate degli ultimi anni e che hanno fatto preso sul pubblico dei più giovani.

La disegnatrice romana tuttavia è bravissima nel “mediare” queste influenze in una costruzione della tavola sempre chiara e ordinata, pur non rinunciando a qualche soluzione meno scontata come riquadri irregolari o splash page, mentre la colorazione è fluorescente nella scelta della paletta ma non nella tecnica di stesura che cerca di dare calore ad un mondo futuristico di per sé asettico mimando il pastello e la pittura con ampie campiture.

Come sempre ottima la cura del volume targato saldaPress i cui unici extra sono però una serie di sketch preparatori della disegnatrice.

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