Avevamo lasciato Caput Mundi, universo espanso sviluppato intorno alla figura di Pietro Battaglia il vampiro creato da Roberto Recchioni, all’inizio dell’anno con la conclusione della miniserie Nero – la nostra recensione QUI – che aveva sancito la battaglia finale per il controllo di Roma fra il licantropo Nero e La Mummia, villain legato alla Chiesa da cui aveva protratto la sua lunga “mano” per il controllo della città e non solo.

Il triangolo che coinvolgeva Roma, Napoli e Milano in una serie di giochi di potere che vedevano in campo anche la Camorra e l’elezione del nuovo sindaco di Roma, si era concluso con la perdita della famosa pennetta USB contenente informazioni “di vitale importanza” e una nuova scia di distruzione che aveva tanto devastato la città quanto reso Nero il suo nuovo Re grazie ad un piano perfettamente congegnato.

E ora?

I mostri di Roma sono dappertutto. Sui giornali e in TV non si parla di altro. Nero è un Re in esilio governando Roma con un pugno di ferro ma lontano dagli “eccessi” dei suoi predecessori.

Quando Eva decide di concedere una intervista in TV darà il via ad una serie di eventi incontrollabili che fanno capo al misterioso Imperium, un movimento guidato da una altrettanto misteriosa figura mascherata.

Nero si troverà quindi fra l’incudine e il martello. Imperium sembra conoscere tutti i suoi segreti e quelli dei suoi alleati ed è un passo avanti a lui sollevando anche la popolazione contro “i mostri” mentre il governo si è affidato all’ambiguo Moloch che nell’ombra osserva e colleziona non solo informazioni.

Lo scontro fra Nero e Imperium sarà brutale e giungerà dopo una lunga scia di sangue, tradimenti e rivelazioni.

Dopo aver raccontato, sviluppato e legittimato l’universo di Caput Mundi sempre dal punto di vista dei “buoni”, Dario Sicchio utilizza un approccio per questo Caput Mundi – Imperium decisamente diverso mostrandoci idealmente le vicende dal punto di vista dei “cattivi”.

L’operazione riesce e molto bene allo scrittore romano la cui sceneggiatura, come ci ha abituato, è cesellata e curata nei minimi dettagli facendo dei twist e delle rivelazioni il vero punto forte di una storia che racconta attraverso le vicende di questi “mostri” quelle di altri “mostri” ovvero quelli della quotidianità.

Ecco quindi come la sterzata estremamente “americana” della serie, già avvertibile nella passata miniserie, trova compimento in un albo che è tanto spettacolare quanto ancorato a quel neo-neorealismo tutto italiano che è ancora la sua spina dorsale ma si piega per evidenziare una società in cui la spettacolarizzazione è tutto e la caccia al capro espiatorio è fondamentale travalicando la realtà dei fatti ancor prima che la loro razionalità.

Sicchio è quindi bravissimo nel bilanciare le diverse “anime” di questo universo strizzando anche l’occhio a sviluppi futuri senza rinunciare né alla completezza e compiutezza della storia né al suo lato più action con scene davvero brutali e appaganti rendendo Nero degno “compare” di Pietro Battaglia in questi termini.

Non si tratta solo di un cambio di formato – dal bonellide al comic book americano – ma anche di intenti tant’è che alle matite arriva Lorenzo Magalotti – che con Sicchio ha realizzato già alcuni ottimi lavori come Walter Dice e Chiodotorto – con colori di Claudia Giuliani.

Il tratto plastico del disegnatore ben si adatta al ritmo sempre sostenuto della sceneggiatura di Sicchio esaltandosi poi nelle scene d’azione. Con piglio moderno, molto americano e lontano dalla impostazione italiana, Magalotti non disdegna neanche le atmosfere con particolare attenzione alle inquadrature – suo marchio di fabbrica – nei momenti più “rilassati” dell’albo e in quelli in cui i personaggi sono giocoforza costretti a confrontarsi.

Ottimo l’apporto al colore di Claudia Giuliani con la sua stesura uniforme di una paletta “concreta” prediligendo alle sfumature un utilizzo accorto della luce e dei neri. Da segnalare infine il lavoro sempre encomiabile di Marco Mastrazzo che realizza la solita, splendida, statuaria copertina.

Caput Mundi – Imperium è l’ennesimo, tagliente tassello di un universo narrativo sempre foriero di letture mai banali e di personaggi “veri” e vibranti. Grande plauso a Editoriale Cosmo che continua a credere in questo progetto coinvolgendo ottimi autori; unico appunto forse andrebbe fatto sul formato che cambia per ogni uscita: in questo senso andrebbe “uniformato” il più possibile dando una direzione più marcata all’universo stesso dal punto di vista editoriale.

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