La season premiere della quinta stagione di Supergirl della scorsa settimana – la nostra recensione QUI – era stato vagamente interlocutoria capitalizzando pochissimo su quelle che erano state le conseguenze del season finale della passata stagione.

Nello specifico il volano dell’episodio era stata sì la rivelazione da parte di Kara della sua identità segreta a Lena – rivelazione già fatta da Lex Luthor proprio nel season finale della quarta stagione – propedeutica la lenta ma inesorabile trasformazione di Lena in villain ma tutto il resto era stato momentaneamente accantonato in favore di un drastico cambio di scenario con l’ingresso in scena della milionaria Andrea Rojas, nuova proprietaria della CatCo, e soprattutto con l’inaspettata visita ricevuta da J’onn J’onnz di un altro marziano che si era qualificato come suo fratello!

In Stranger Besides Me tutta l’attenzione è canalizzata proprio dall’attacco subito da J’onn con il Team Supergirl che, in direzioni diverse, cerca di capirne cause e soprattutto effetti. Bisognerà scavare fino alla guerra fra marziani bianchi e verdi… scoprendo che fra le fila dei verdi c’è stato un traditore.

Il marziano si rivelerà un nemico ostico che non esiterà ad attaccare subito i nostri oltrepassando anche qualche linea di troppo con attacchi personali.

Intanto alla CatCo l’aria di fa pesante mentre Lena continua nei suoi contorti piani di vendetta contro Supergirl e di redenzione con l’umanità intera svelando di avere anche in custodia una prigioniera molto speciale, rea di averla tradita.

Le “forze” in gioco sembrano intersecarsi in maniera inesplicabilmente pericolosa con Supergirl all’oscuro di tutti le possibili diramazioni.

Lento e convulso sono i due aggettivi che descrivono al meglio Stranger Besides Me, secondo episodio della quinta stagione di Supergirl.

Le trame infatti sono convulse e poco coinvolgenti compresa la reintroduzione della guerra civile marziana che sembra essere un elemento più riempitivo che di reale interesse mentre con lentezza vengono sviluppate le trame di Lena e Andrea Rojas.

L’episodio inoltre, come già fatto la scorsa settimana, deve colmare alcuni evidenti passaggi a vuoti della sceneggiatura e per farlo si appoggia alla componente comica e/o romantica più spicciola risultando stucchevole e fuori luogo.

Qualche scena d’azione leggermente più ritmata, pur appesantita da effetti speciali molto sottotono anche per la serie, rendono l’episodio leggermente più scorrevole a tratti ma la sensazione alla fine dei 40 minuti della visione è quella di aver visto un episodio molto preparatorio.

Quello che preoccupa, dopo appena due episodi, è lo scarso interesse di showrunner e sceneggiatori nel rendere tutto più organico ed appetibile preferendo invece temporeggiare in attesa non si sa esattamente di cosa.

Nota a margine, di demerito, al costume di Supergirl. Non me ne vogliano i puristi ma il tutone fa perdere un po’ di “spontaneità” al personaggio il cui look è talmente iconico da non necessitare di questo inutile “ammodernamento”.

Dopo l’ottima quarta stagione, Supergirl è ripartita davvero sottotono perdendo di smalto e mordente. La strada è lunga, di mezzo ci sarà anche il crossover evento Crisi sulle Terre Infinite, speriamo solo che questa quinta stagione non sia un lento e doloroso stillicidio.

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