La scorsa settimana abbiamo ufficialmente dato il benvenuto alla nuova serie targata DC/The CW ovvero quella Batwoman che aveva debuttato, ufficiosamente, lo scorso anno nel mega evento crossover fra le serie Elseworlds.

Il pilot della scorsa settimana – la nostra recensione QUI – era stato asciutto e puntuale nell’introdurre la protagonista e la nuova ambientazione. Batman è scomparso da Gotham da ormai 3 anni. La città è tenuta in sicurezza dalla Crows Security, compagnia fondata dal Comandate Jacob Kane. Quando, durante una delle rare manifestazioni pubbliche, l’agente Sophie Moore viene rapita, Kate Kane ritorna a Gotham per soccorrere la sua vecchia fiamma che le è anche costata l’espulsione dell’Accademia.

Cercando i mezzi per salvarla, lontano dall’ombra del padre, Kate scopre che suo cugino, Bruce Wayne, è Batman. Utilizzando le tecnologie rimaste nel bunker, Kate era riuscita a scontrarsi con la temibile Alice che aveva rapito Sophie riuscendo a salvarla.

Lo scontro però era stato foriero di un altro incredibile dubbio a causa di una gemma incastonato nel pugnale di Alice. Se Alice infatti fosse Beth la sorella creduta morta anni prima?

Proprio da questa convinzione e dall’unico indizio in possesso di Kate, il pugnale, riparte questo secondo episodio intitolato The Rabbit Hole.

Kate seppur frettolosamente comunica al padre la sua teoria su Alice e Beth che ovviamente non la approva. Ancora una volta quindi, non riuscendo a trovare alleati fidati, Kate si rifugerà ancora una volta nel costume dell’illustre cugino.

Tuttavia la partita fra lei e Alice sarà a viso aperto e pur perdendo l’unico indizio a disposizione le due avranno un inaspettato incontro che insinuerà più di un dubbio in Kate.

Alla fine dell’episodio inoltre si aprirà un inedito scenario che fa presagire ad una cospirazione che coinvolge anche la seconda moglie del padre, Catherine, e proprio Alice.

Se andare dritti al punto per un pilot è senz’altro un approccio lodevole, di modo da mostrare subito i punti forti di una serie, questo secondo episodio pecca un po’ di ingenuità lasciando poco spazio al pathos e svelando praticamente immediatamente tutte le carte.

The Rabbit Hole ruota tutto intorno al confronto fra Kate e Alice/Beth mentre gli showrunner e sceneggiatore prova ad innestare una serie di temi classici e di dinamiche altrettanto collaudate cercando uno spunto, ed una sponda dal punto di vista di spettatori e critica, per ravvivare una serie che procede senza particolari scossoni ma senza neanche particolare coinvolgimento ed è davvero un peccato per ché le potenzialità ci sono tutte.

L’episodio compensa con una discreta regia – che “ruba” senza troppe remore qualche soluzione da Christopher Nolan – e dall’ottima prova di Ruby Rose e Rachel Skarsten. Se idealmente il pilot ci presentava Kate, questo secondo episodio infatti ci ha presentato Alice in una disturbante versione a metà strada fra Joker e l’Enigmista, giusto per rimanere in tema di villain batmaniani.

Batwoman è una serie ancora profondamente acerba che a discapito di una identità forte non sa bene ancora come sfruttare le sue potenzialità perdendosi spesso in banalità e stilemi purtroppo comuni per l’Arrowverse.

È d’uopo concedere alla serie ancora qualche episodio di rodaggio.

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