Dopo la tiepidissima accoglienza di Lords of The Fallen, i ragazzi di Deck13 Interactive hanno creato un nuovo videogioco di genere Soulslike, The Surge, caratterizzato da una interessante ambientazione fantascientifica e futuristica e da un gameplay particolarmente punitivo. Quest’anno, è stato pubblicato il suo naturale seguito, The Surge 2, nel quale determinate meccaniche di gioco sono state rese perfino più complesse:

HIGHWAY TO HELL

Visivamente e graficamente più che appagante, The Surge 2 vi catapulterà in uno scenario futuristico nel quale controllerete un personaggio creato da voi nei primissimi momenti di gioco. Purtroppo, però, noterete che non avrete moltissime opzioni di personalizzazione, ma una volta creato lo sfortunato protagonista della vostra avventura e aver assistito a una scena cinematica davvero impressionante dal punto di vista visivo, potrete già entrare nel vivo del gioco.

Pochi giorni fa ho scritto la mia recensione di un altro Soulslike, Code Vein, spiegando brevemente quali caratteristiche lo rendano decisamente più fruibile e meno punitivo dei Souls. Per The Surge 2 farò il contrario: riassumere quali caratteristiche lo rendano decisamente più ostico dei titoli creati dal Presidente di FromSoftware, Hidetaka Miyazaki:

  • Recupero scarti tecnologici: come nel suo predecessore, alla classica meccanica della perdita permanente di quanto guadagnato nell’eventualità si morisse prima di riuscire a recuperarlo, si aggiunge il fatto che bisognerà riuscirci entro un tempo limite di 2:30 minuti.
  • Parata direzionale: una novità di The Surge 2 che consiste nel dover premere il tasto corrispondente per parare insieme alla corretta direzione da cui proviene il colpo; in caso di riuscita, il nemico si sbilancerà notevolmente, esponendolo alle vostre combo di attacco, ma, al contempo, ciò significa che non sarà sufficiente tenere premuto il tasto per la parata per assorbire i danni: farlo o parare nella direzione scorretta vi esporrà, rendendo del tutto inefficiente la parata stessa.
  • Corpo o arti? Anche in questo caso, viene ripresa una meccanica già presente in The Surge e che tanto mi ricorda Dead Space: non basterà puntare genericamente i nemici, ma sarà possibile (anzi, direi decisamente auspicabile) spostare il puntatore anche verso gli arti, poiché recidendoli si potranno ottenere progetti per la realizzazione di pezzi di armatura, armi o potenziamenti.

Un dettaglio però, ripreso anche da Lords of the Fallen, vi faciliterà la vita: si tratta della possibilità di depositare tutti i vostri scarti tecnologici presso i punti di salvataggio, così da non rischiare di perderli.

Il problema maggiore di queste meccaniche è il fatto che è decisamente molto difficile procedere nel gioco in maniera lineare senza aver prima potenziato in maniera adeguata i parametri del vostro personaggio e il suo equipaggiamento, il che si traduce nella necessità di un farming notevole, e questo non è certo un punto a favore della giocabilità di questo titolo.

MOLTA SCELTA, MOLTE SCELTE

Se è vero che determinate meccaniche di gioco complicano non poco la naturale progressione in game, va anche sottolineato che tutti questi elementi conferiscono a The Surge 2 una varietà maggiore di scelta da parte dei giocatori delle strategie di combattimento, grazie anche alla presenza di cinque differenti tipologie di armi, e anche l’Intelligenza Artificiale che controlla i nemici è stata implementata grazie al fatto che questi siano ora in grado di coordinare meglio le azioni fra loro durante le fasi di combattimento.

Altri elementi che conferiscono a The Surge 2 molta più varietà rispetto al suo predecessore sono l’ambientazione in una città molto vasta e liberamente esplorabile e la presenza dei cosiddetti PNG (Personaggi Non Giocanti), con cui potrete parlare, ma occhio alle risposte che sceglierete di dare loro, poiché queste influenzeranno sia la storia che il mondo di gioco stesso.

CONCLUSIONI

The Surge 2 è un titolo tecnicamente e visivamente ben realizzato, ma una narrativa non troppo avvincente e una serie di meccaniche che ne complicano notevolmente il gameplay lo rendono un titolo decisamente ostico. Consigliato agli amanti del genere e dei titoli particolarmente hardcore.

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