Ritorna il mensile di Predator (qui alcune delle nostre recensioni) e lo fa con una storia one-shot veramente gustosa, e con l’inizio di un mini-ciclo narrativo che farà da prologo ad un nuovo crossover tra Alien e Predator.

Introducendo l’albo i curatori di Saldapress hanno voluto omaggiare Claudio Castellini, storico disegnatore della Sergio Bonelli Editore che ha realizzato la storia d’apertura.L’Oro del Demone” è un intrigante one-shot che vede come protagonista un giovane attaccato dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. L’intervento di uno Yautja permetterà al giovane di apprendere che i soldati erano alla ricerca di un importante tesoro.

Trattandosi di una storia pubblicata nel 1998 lo stile anni Novanta si nota tutto. Ma Castellini ha saputo aggiungere al dinamismo tipico dei comics americani, anche una certa definizione delle forme ed attenzione per i dettagli propria dello stile europeo.

L’Oro del Demone” è un’ottima introduzione a Prede e Predatori“, primo numero di un mini ciclo narrativo che vedrà protagonisti gli Yautja in guerra con gli umani. La storia farà da prologo al crossover Alien vs Predator: La guerra dei Tre Mondi.

Si tratta di un tutti contro tutti, anticipato da uno scontro che sulla Terra, al momento, riguarda soprattutto uomini e Yautja, i quali s’introdurranno nel territorio della Graham Directive Security. Lo scenario quindi è quello di una guerra a tutto campo, un puro war-action nel quale gli umani sono pronti ad affrontare quella che sembra una terza guerra mondiale.

Ad arricchire i testi di John Arcudi, ci sono i disegni di Javier Saltares, il quale utilizza un tratto a metà tra il realistico ed il cartoonesco. La plasticità dei personaggi e delle situazioni rappresentate permette d’immergere a pieno il lettore in uno scenario di guerra totale.

E poi i colori di Wes Dzioba vivacizzano rendendo ancora più vivi i frenetici momenti di combattimento. Lo sceneggiatore John  Arcudi si è quindi concentrato sull’azione, risparmiando fasi preliminari introspettive, nelle quali i personaggi vengono maggiormente approfonditi.

L’aspetto positivo delle storie con protagonisti gli Yautja è la varietà. Il filone narrativo segue spesso il canovaccio da lotta tra cacciatore e preda (facendo a volte fatica a distinguere chi sia l’uno e chi l’altro).

Ma l’intelligenza degli Yautja (che a differenza degli xenomorfi non seguono solo l’istinto killer e riproduttivo) permette di variare spesso sul tema, magari ribaltando anche il ruolo degli alieni predatori, rendendoli dei deus ex machina sullo sfondo di una situazione che non li coinvolge direttamente.

Questo è il caso della storia “L’Oro del Demone“, nella quale il vero nemico è rappresentato dal gruppo di soldati Nazisti, e dove gli Yautja risolvono una situazione difficile che vedeva il ragazzo protagonista, ridotto a vittima predestinata della follia omicida dei tedeschi.

Insomma, le storie di Predator hanno il grande pregio di offrire una buona varietà narrativa. Le situazioni ed i personaggi si possono ripetere (la maggior parte delle volte i protagonisti delle storie sono i componenti di un gruppo militare), ma le sfaccettature della storia, il ruolo degli Yautja, la risoluzione narrativa, e gli scenari stessi, possono cambiare.

Non per caso, infatti, spesso nel mensile dedicato a Predator abbiamo visto gli Yautja inseriti in contesti storici molto variegati. Perché Predator è alla base un survival-horror, ma capace di scavare in storie e situazioni sempre intriganti.

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