Nel corso degli anni molti si sono cimentati nel tentativo (a volte riuscito, a volte no) di tradurre in fumetto il mondo creato da Robert Erwin Howard: graficamente, tra gli altri, possiamo ricordare Barry Windsor-Smith con il suo Conan elegante, John Buscema e Neal Adams, che cercarono una adesione al Conan letterario, Roan Toulhoat, per quanto riguarda l’ultimo esperimento Glénat, fino ad arrivare a colui che ha definito il Conan che tutti noi conosciamo graficamente, Frank Frazetta.

Insomma, molti si sono confrontati con uno dei migliori (e più profittevoli) personaggi letterari mai creati, quindi era lecito aspettarsi qualcosa di particolare nel tentativo posto in essere dai ragazzi di Leviathan Labs (e da Red Dragon): e quel qualcosa innanzittuo è l’ambientazione, con un Conan anziano (di circa 15 anni rispetto a quando l’abbiamo visto ne L’ora del dragone), stanco ed annoiato della vita di corte e dei suoi ingranaggi così radicati e così ripetitivi; il tempo dell’azione è finito da molto ed anche il charadesign dell’eroe si è visto rimaneggiato, con un Conan dotato di lunga barba, cicatrici che gli solcano il viso, ma con una muscolatuta ancora possente.

Ciò che traspare subito dalla prima lettura, comunque, nonostante la volontà di creare una storia nuova, è l’aderenza all’opera originale di Howard, di cui (se non tutti) molti del team creativo sono grandi appassionati. La Torre dell’Elefante (già portato in fumetti con Conan the Barbarian Vol. 1 n. 4) è la base sui cui comincia la nostra nuova storia, con il mago della torre, Yara, a introdurre questa avventura del cimmero, che tuttavia ben presto presenterà anche un avversario originale, tratto da un mito ancestrale. Successivamente le vicende chiameranno a sé anche altri protagonisti del passato, tra cui Salomè, che aveva conosciuto, scontrandocisi, il nostro eroe già in Nascerà una strega.

Nonostante ci troviamo di fronte ad un numero uno, quindi, non è un inizio, ma una continuazione delle avventure classiche di Conan, quindi saremo subito immersi nell’azione e ciò senza soluzione di continuità per l’intero albo. Il ritmo infatti è costantemente votato al pathos ed all’avventura come ci si aspetterebbe da ogni albo che veda protagonista il Cimmero. L’opera degli sceneggiatori coinvolti nel progetto, ovvero Massimo Rosi (Morning Star) e Alessio Landi (Winterdeth), è dunque davvero un omaggio all’opera originale, che si innesta nella tradizione che amiamo di Conan, ma che la sa rileggere in chiave moderna presentandola ai lettori delle nuove generazioni.

Se gli sceneggiatori sono due, i disegnatori sono invece addirittura tre: Luca Panciroli (Erinni con Ade Capone ed autore anche della copertina), Federico De Luca ed infine Alessandro Bragalini (Fear Agent per Dark Horse); stili diversi che si amalgamano bene nella narrazione, anche se distanti nella loro essenza: Alessandro Bragalini, ad esempio, ha un tratto meno preciso, che tende ad abbozzare le figure, mentre Luca Panciroli mostra la sua abilità nella costruzione dei corpi grazie al suo tratto possente, forti e muscolosi quelli maschili, eleganti e sensuali quelli delle donne. Nella costruzione di Conan, infatti, si è cercato di rispettare la tradizione iconografica che ce ne ha consegnato una caratterizzazione abbastanza fissata nel tempo: nei limiti concessi dalle descrizioni di Howard, dunque, Luca Panciroli, Alessandro Bragalini, Federico De Luca e il colorista Marco Imbrauglio hanno dato vita ad un Conan nuovo e classico insieme, che rimane fedele al canone imposto ormai da Frazetta negli anni della giovinezza, mentre mostra caratteristiche inedite in quelli della maturità. Il corpo, massiccio come sempre, ha un vestiario che ripercorre la sua vita, portando caratteristiche di diverse regioni che ha attraversato negli anni. Una menzione anche a Marco Antonio Imbrauglio, dunque, per i colori ed anche agli ambienti ed alle architetture utilizzate, che si richiamano alle descrizioni originali di Howard.

Il volume è arricchito da una gallery e da una intervista allo sceneggiatore Massimo Rosi, che ci parla della genesi del fumetto e di ciò che è alla sua base.

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