Finalmente, coloro fra di voi che amano le scene di azione anche a tratti sanguinolente sono stati accontentati da questo ultimo, meraviglioso episodio dell’anime tratto dall’opera originale di Makoto Yukimura. Naturalmente, però, questi scontri con armi bianche e mani nude è solo una parte di ciò che vedrete.

Se non avete ancora visto la puntata, nessun problema! La mia recensione è priva di spoiler, ma se siete curiosi di analizzare le vicende un po’ più nel dettaglio sappiate che potrete trovare tanti altri parallelismi e informazioni in un articolo speciale.

SI VIS PACEM, PARA BELLUM

Come già sappiamo grazie alla tre puntate precedenti, che sono state pubblicate tutte insieme e di cui potete trovare qui la mia recensione, i Vichinghi capeggiati da Thors, il Troll di Jom, stanchi del costante clima di terrore e della puzza di morte che pervadono il loro mondo, hanno deciso di mettersi in viaggio in cerca di un nuovo posto in cui poter finalmente vivere in pace. Ma, conoscendo un popolo fiero come quello dei Vichinghi, era piuttosto plausibile che i fuggiaschi non sarebbero stati lasciati in libertà.

Ora, per quei mercenari, i quali pensavano che si sarebbero trovati davanti un branco di codardi avversi alla guerra e ai combattimenti, è stata una sorpresa scoprire che invece non era affatto così, in maniera particolare proprio grazie a Thors, che sembra esserselo guadagnato davvero il soprannome di Troll, che è un po’ il corrispettivo di “mostro”, parola molto usata negli anime.

Ma allora, per quali ragioni un guerriero così valoroso e coraggioso avrebbe scelto di abbandonare per sempre la parte più puramente bellicosa della propria esistenza? Askeladd non può che porsi questa domanda, anche perché egli stesso non conosce altro modo di vivere se non il proprio. Dovrà attendere ancora solo poco tempo per scoprire le ragioni di Thors, il quale le esplicherà al suo avversario e al pubblico più con i fatti, che con le semplici parole.

GUERRA E PACE

Se è vero che è necessario essere pronti a combattere per difendersi anche quando si è alla ricerca della pace, è anche vero che Thors e suo figlio Thorfinn hanno visioni e percezioni differenti del mondo, naturalmente per via del divario anagrafico fra i due, ma anche perché i principi che Thors ha fatto propri possono risultare di difficile comprensione, a maggior ragione per un bambino così piccolo.

La grande forza di Vinland Saga e di questa puntata in particolare sta nella puntuale analisi psicologica dei personaggi che animano una storia a tratti così cruda e crudele e che mostra la grande cura di Makimura nella creazione di situazioni realistiche e credibili, il tutto reso ancor più incisivo dal punto di vista visivo grazie a un tratto netto, preciso e a un occhio incredibilmente attento ai dettagli, cura che viene trasposta anche nell’anime basato su questa opera grazie all’ottimo lavoro di Wit Studio, che non soltanto rende i combattimenti incredibilmente appassionanti e dinamici, come lo studio ci aveva già abituati con L’Attacco dei Giganti, ma che riesce anche a far trasparire in maniera più che efficace le emozioni forti come la rabbia e l’odio, motivi per i quali ho scelto di usare come immagine di copertina per questa recensione un primissimo piano del volto di Thorfin, deformato e deturpato dalla potenza dei suoi sentimenti più oscuri, che traspaiono perfettamente dai suoi occhi sgranati e assetati di sangue e dai denti digrignati.

Il piccolo Thorfinn dovrà crescere più in fretta del previsto, e molto probabilmente prima di poter raggiungere la sua meta, Vinland, dovrà assistere ad altri scontri, e non potrà sempre restarne fuori…

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