Nell’episodio della scorsa settimana – la nostra recensione QUI – era stato inferto alla famiglia Dutton un durissimo colpo con l’avvelenamento, e la morte, praticamente di tutto il bestiame.

Ovviamente era subito scattata la caccia ai colpevoli che però non aveva dato i frutti sperati ma anzi aveva messo ancora più pressione sulle spalle di Kayce che si era di nuovo trovato nei guai con la legge e nel bel mezzo di una sparatoria mentre al ranch la situazione fra Beth e Jaime era ormai in piena escalation aumentando la già palpabile tensione.

In tutto questo i fratelli Price, non riuscendo a farsi amico Dan Jenkins, avevano timidamente approcciato proprio John Dutton.

Sempre dalla ricerca dei colpevoli riparte l’episodio di questa settimana, il quinto, Touching Your Enemy. John chiede al figlio di usare le maniere forti e Kayce risponde andando a trovare direttamente Dan Jenkins sperando di ottenere una confessione.

Beth finalmente chiede al padre come mai Rip è stato “degradato” e John con la sua solita eloquenza conferma che quello di Rip è un sacrificio nel nuovo ordine delle cose.

Mentre l’ufficio dello sceriffo ritira le accuse contro Kayce, spinto da un misterioso “datore di lavoro”, al ranch la situazione precipita. Jaime infatti confessa di aver rilasciato una intervista che comprometterebbe il padre.

Touching Your Enemy potrebbe definirsi senz’altro un episodio di passaggio che portando avanti più di un filone narrativo cerca di tracciarne la via per la seconda parte di stagione con una decisiva virata.

Seppur apprezzabile questa scelta non è esente da difetti. L’episodio infatti a tratti risulta erratico indugiando qualche minuto di troppo su sequenze riempitive – suggestiva quella finale con protagonista Jimmy ma decisamente lunga – o di contro liquidandone altre in maniera sbrigativa senza lasciarle “decantare” pur offrendo spunti decisamente intriganti, come quella di Monica ad esempio.

Proprio la sottotrama di Jimmy viene improvvisamente messa al centro dell’attenzione risultando un po’ fuori sincrono rispetto agli altri avvenimenti, vedremo se e come gli sceneggiatori la svilupperanno e/o la faranno confluire nelle trame principali della stagione.

Touching Your Enemy viaggia quindi evocando forti contrasti – cowboy contro indiani nei “giochi” con i cavalli come metafora del modo di vivere – così come la scena in analessi con due giovani Beth e Rip eppure non riesce a capitalizzare a dovere sui due momenti topici ovvero il primo vero confronto/apertura di Kayce con il padre, troppo breve per lasciare il segno pur essendo molto forte, e quello della confessione finale di Jaime che ha meno pathos rispetto ad altri confronti avuti sia con Beth che con John.

Discreto lavoro alla regia che con fatica riesce a mantenere tutto sommato un ritmo alto e capace di tenere attento lo spettatore coadiuvata da una fotografia che riesce, come sempre, a catturare lo spirito più “selvaggio” della serie.

Giro di boa forse un po’ sottotono per questa seconda stagione di Yellowstone che come già detto traccia in maniera evidente i possibili sviluppi narrativi dei prossimi episodi ma cede leggermente in termini di empatia non sviluppando quei momenti importanti in maniera puntuale così come fatto in passato.

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