Terzo volume per Le Storie di Guerra di Garth Ennis e, dopo essere partiti ne 1939-40 con Spagna/Inghilterra nel primo volume – la nostra recensione QUI – ed essere passati nel 1941-42 in Africa/Russia nel secondo volume – la nostra recensione QUI, approdiamo al 1942-43 in Artico/Mediterraneo con questo terzo volume.

Con una formula oramai consolidata anche questo terzo tomo raccoglie due storie autoconclusive intitolate rispettivamente Nightingale e Il Fiore del Mio Cuore.

In Nightingale, ambientata nel Mare del Nord, ha come protagonista il H.M.S. Nightingale un cacciatorpediniere impegnato in una missione di scorta per i convogli che, seguendo la rotta artica, giungevano carichi di viveri in Russia per approvvigionare le truppe alleate.

Quando la notizia che i tedeschi hanno schierato la nave da guerra Tirpiz, il comandante del Nightingale dà l’ordine alle altre navi di sparpagliarsi per non diventare un facile bersaglio ma l’ordine avrà conseguenze tragiche e l’equipaggio del cacciatorpediniere, apprendendo la triste verità sulla Tirpiz, inizierà un pellegrinaggio in un mare che diventerà un purgatorio e una prigione fino al meritato riscatto con un gesto tanto eroico quanto finale.

Dalle fredde acque del nord passiamo al nord Africa prima e l’Italia poi in Il Fiore del Mio Cuore. 

La RAF sta iniziando ad avere la meglio sulla Luftwaffe soprattutto in nord Africa, qui il pilota Robin Whittaker incontra il collega italiano Antonio Valenzano, prigioniero di guerra ma fermamente convinto della debolezza delle motivazioni italiane.

Inizia così una collaborazione che sfocia in una amicizia che attraversa due continenti passando dall’Africa al sud Italia fino a Roma, che viene nel frattempo liberata. I due iniziano a conoscersi e confrontarsi sulla futilità della battaglia e sulla sua necessità – seppur con motivazioni diametralmente opposte per i due: il primo perché nella guerra trova l’unica ragion d’essere, il secondo che l’aveva vissuta come un dovere necessario per poter ritornare dalla moglie che però era morta in un bombardamento.

E mentre il disincanto e la rassegnazione del primo diventano insormontabili, il secondo inizia ad aprirsi facendo suo malgrado una incredibile scoperta.

Dismessi i panni del provocatore e/o del fine cronista, come nei primi due volumi, Garth Ennis affronta con un inedito piglio malinconico le due storie di questo terzo volume.

Nightingale, più classicamente bellica, lo scrittore irlandese utilizza il mare come sfondo per narrare la fallibilità degli uomini dietro le battaglie che sono fatte anche e soprattutto di decisioni non sempre azzeccate con cui i membri di un equipaggio devono convivere prima di trovare la redenzione.

La seconda, Il Fiore del Mio Cuore, è una storia tanto bellica quanto romantica. Due uomini che si confrontano sul senso della vita prima, dopo e durante la guerra che diventa suo malgrado il fattore corroborante di un viaggio che è una profonda metamorfosi dell’esistenza stessa.

Per la prima storia Ennis si avvale dell’apporto grafico di un maestro assoluto come David Lloyd, già autore di V for Vendetta, che con il suo tipico tratto spesso e impressionista dona alla storia un taglio a tratti opprimente e claustrofobico.

Per la seconda invece ritorna Tomas Aira, già visto all’opera nel primo volume, che purtroppo offre una prova appena sufficiente con il suo stile spigoloso e spesso eccessivamente stilizzato che non esalta per nulla l’ottima sceneggiatura di Ennis.

Ineccepibile la cura carto-tecnica del volume cartonato confezionato da saldaPress in cui spicca come consuetudine l’ottima traduzione del veterano Leonardo Rizzi; ricchissimo l’apparato redazionale con schede di approfondimento sulle battaglie descritte nelle due storie raccolte in questo terzo volume e firmate dallo stesso Garth Ennis e corredate da bibliografie essenziali.

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