Le Storie di Guerra di Garth Ennis Vol. 1: 1939-40 Spagna/Inghilterra | Recensione

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Le Storie di Guerra di Garth Ennis vengono per la prima volta raccolte in ordine cronologico in una edizione assolutamente imperdibile per i fan dell’autore irlandese, per quelli del fumetto bellico e più in generale per gli amanti del buon fumetto.

saldaPress promuove sempre con il giusto entusiasmo le proprie novità ma non è una di quelle case editrici a cui piace sbandierare in maniera trionfalistica le nuove proposte e/o le nuove aggiunte al suo catalogo bollandole come “i libri più belli che leggerete” come spesso fanno altre case editrici cercando di attirare quanti più lettori possibili.

La casa editrice emiliana lo avrebbe potuto fare spesso negli ultimi anni vista sua proposta eterogenea e mai banale, e avrebbe potuto farlo anche negli ultimi mesi in occasione del lancio di Le Storie di Guerra di Garth Ennis questa ambiziosa nuova collana che, progettata diretta da saldaPress, si prefigge l’obbiettivo di raccogliere in ordine cronologico – cioè seguendo l’ordine delle vicende raccontate a partire dal 1939 fino al 1973 – le suddette storie di ambientazione belliche dell’autore irlandese edite – e sparse per una miriade di editori in Italia – ed inedite.

In questo primo volume intitolato Le Storie di Guerra di Garth Ennis Vol. 1: 1939-40 Spagna/Inghilterra trovano spazio due storie.

La prima intitolata Condor è ambientata nel 1939, durante la Guerra Civile Spagnola e preludio del Secondo Conflitto Mondiale, ed ha come protagonisti quattro soldati appartenenti a quattro eserciti diversi, che scoprono di avere molto in comune, ma non abbastanza per porre fine al conflitto.

Bloccati in una trincea durante un bombardamento i quattro infatti iniziano a scambiarsi aneddoti sul loro passato e su come siano arrivati a combattere una guerra in un paese per loro straniero e le motivazioni che li hanno spinti a scegliere un determinato schieramento.

Fra ideologie, voglia di riscatto e nichilismo troverà spazio anche il drammatico racconto del bombardamento di Guernica suggellando come l’idea di guerra sia eterogenea e purtroppo sempre segnata da una miseria esistenziale e umana.

La seconda intitolata Lo Squadrone dei Vampiri è ambientata nell’Inghilterra del 1940 dove la Luftwaffe, l’aviazione tedesca, ha iniziato una serie di bombardamenti a tappetto che stanno iniziando a mettere in ginocchio il paese.

La RAF, l’aviazione britannica, deve in fretta e furia correre ai ripari essendo svantaggiata non solo dal punto di vista tecnologico ma anche di organico decidendo così di raccogliere piloti anche di altre nazionalità. Viene così messo insieme Lo Squadrone dei Vampiri una miscela di improbabili temerari che non senza difficoltà e contrasti personali pattuglia i cieli di Londra di notte cercando di abbattere quanti più crucchi possibile.

Garth Ennis è sicuramente uno degli autori dallo stile più riconoscibile, tuttavia in questo Le Storie di Guerra lo scrittore irlandese abbandona – non del tutto sia chiaro – gli eccessi che l’hanno reso celebre cimentandosi con un genere che risulta subito evidente essere nelle sue corde e per cui dimostra un amore viscerale.

Di contro per chi vi scrive il genere bellico non ha mai rappresentato una grossa attrattiva né il letteratura né al cinema e neanche in campo videoludico, oltre i grandi classici il genere infatti non mi ha mai particolarmente esaltato.

Le due storie contenute in questo primo volume racchiudono un po’ le due affermazioni di cui sopra. Nella prima Ennis si esalta e utilizza lo sfondo di una guerra davvero poco conosciuta per confezionare digressioni profonde, incisive ed assolutamente realistiche sul concetto di guerra e su cosa spinge gli uomini a scendere in campo gli uni contro gli altri.

E’ chiaro che i protagonisti non possono essere, nella miglior tradizione dello scrittore, personaggi “qualunque” ma archetipi – sboccati, violenti ed idealisti – di quelle che erano le anime delle vecchia Europa di allora che presto, dopo soli 5 mesi, si sarebbe lacerata definitivamente.

Carlos Ezquerra illustra in maniera magistrale la storia con tratto incisivo e particolarmente attento a donare sia un certo senso di claustrofobia, anche con una predilezione per i riquadri verticali, sia alle espressioni e alle inquadrature dei volti che diventano testimonianza degli orrori e del logorio del conflitto.

Nella seconda storia Ennis utilizza invece un canovaccio abbastanza usuale per il genere bellico, e non solo, ovvero prende il più classico gruppo di scalmanati, li mette sotto il comando di un ufficiale giovane e dal cuore d’oro sullo sfondo intrigante delle battaglie aeree.

Il risultato purtroppo non è apprezzabile quanto quello della prima storia: alcuni di questi personaggi risultano interessanti, pur non essendo molto approfonditi, così come l’ambientazione estremamente realistica dona sicuramente drammaticità agli eventi senza però raggiungere quel climax che pagina dopo pagina sembra costruirsi.

La parte grafica non aiuta lo scrittore, Tomas Aria illustra la storia con tratto incerto e spesso poco attento alla correttezza anatomica e prospettica concedendosi solo qualche suggestiva splash-page con protagonisti i veicoli ma senza poi usare particolare inventiva per illustrare le battaglie.

Pur presentando due storie dall’impostazione e soprattutto dalla qualità molto diversa, Le Storie di Guerra di Garth Ennis Vol. 1: 1939-40 Spagna/Inghilterra è un’ottima lettura sia per i neofiti del genere che per gli amanti e i fan di Ennis grazie al taglio realistico e alle riflessioni che l’autore irlandese infonde in queste due storie.

Il volume cartonato confezionato da saldaPress è impeccabile dal punto di vista carto-tecnico con l’ottima traduzione del veterano Leonardo Rizzi; da segnalare anche i contenuti speciali con schede di approfondimento sulle battaglie descritte nelle storie e corredate da bibliografie essenziali.

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