Dopo la pausa coincisa con l’Indipendence Day ritorna Yellowstone. Avevamo lasciato la serie con il secondo episodio di questa seconda stagione – la nostra recensione QUI – tutto incentrato su Kayce o meglio sul cambio della guardia al ranch coinciso con la decisione di John Dutton di iniziare a “mettere in ordine la sua casa” in vista di un ritiro che potrebbe essere improvviso, per le sue sempre precarie condizioni di salute, e/o per battaglie che non potrà combattere in prima persona.

Gli equilibri erano iniziati drasticamente a cambiare scontentando Rip ma anche Beth che intanto a iniziato a preparare la controffensiva per difendere il ranch e soprattutto il predominio dei Dutton nello stato.

Da qui ricomincia l’episodio di questa settimana intitolato The Reek of Desperation con la firma che suggella l’accordo fra Rainwater e Dan Jenkins per la costruzione del casinò.

Mentre Kayce deve ancora una volta fare i conti con il carico di responsabilità che il padre gli sta porgendo, decide di far visita a Monica cercando ancora una volta di chiarire la situazione e spiegare le sue ragioni.

Jaime intanto apprende che il padre appoggerà una nuova candidata e il governatore gli consiglia di accettare il sostegno proprio della nazione indiana e di Rainwater.

Questo lo manda letteralmente in crisi mettendo in discussione la sua candidatura e trovando nella sorella una sponda come sempre durissima contro cui si infrangono i suoi ideali.

La firma fra Rainwater e Jenkins invece ha attirato l’attenzione anche di altri attori sullo scenario dello stato del Montana, attori che sembrano non voler stare di certo a guardare mentre si scatena una guerra contro John Dutton.

The Reek of Desperation rimette, in maniera brutale e repentina, al centro dell’attenzione Jaime e la sottotrama politica che aveva di fatto costituito la spina dorsale del filotto di episodi finali della prima stagione.

In realtà la trama si intreccia sapientemente con quella socio-economica e con l’introduzione, breve e misteriosa, di nuovi attori sullo scenario che vede John Dutton in lotta contro Rainwater e Jenkins.

Questo conferisce una certa tensione all’episodio che sembra sempre sull’orlo di esplodere salvo poi virare verso lidi più “intimi” con il bellissimo e durissimo confronto fra Jaime e Beth.

E’ tutta qui che si gioca la partita dell’episodio in cui si decostruisce il personaggio di Jaime – l’idea che sia l’anello debole della catena della famiglia Dutton su cui i nemici stanno battendo – mentre si inizia ad intravedere la debolezza, o la forza a seconda della prospettiva, di John Dutton affranto dalla vacuità e dai sacrifici con cui ha rimesso allo stesso tavolo i figli che sembrano però più impiegati al suo servizio che “parenti”.

Dopo 3 episodi Yellowstone sembra aver settato lo scenario per questa seconda stagione mentre sta scavando a fondo in alcuni personaggi per mutarli in previsione di quelli che potrebbero essere i rivolgimenti degli episodi a venire.

L’episodio pecca forse solo per una regia un po’ piatta che segue pedissequamente l’ottima sceneggiatura ma avrebbe sicuramente potuto impreziosire qualche scena così come ad esempio fatto nella sequenza finale impreziosita però dalla colonna sonora.

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