Nel quattordicesimo episodio – la nostra recensione QUI – avevamo finalmente scoperto le vere intenzioni di Neron: aprire un portale per l’Inferno e riportare nel nostro piano della realtà l’amata Tabitha.

Il piano del demone è riuscito alla perfezione con le Leggende bloccate nell’Era Glaciale e il Time Bureau fermato sotto l’influenza di Gary, Tabitha – nella persona della Fata Turchina! – era stata riportata indietro grazie alla scelleratezza di un antenato di Constantine nel 55 A.C.

Mentre le Leggende erano giunte in ritardo, Constantine stesso aveva preso una decisione estrema e pur di salvare l’anima di Ray, il cui corpo ricordiamo è occupato da Neron, si era getta all’Inferno.

Il quindicesimo e penultimo episodio, intitolato Terms of Service, riparte dalla netta posizione di Neron. Il demone però non sembra essere accontentato della prima vittoria e forte del controllo del Bureau rivela al mondo dell’esistenza delle creature magiche mentre sfruttando “l’immagine” di Ray si fa unico promotore di questa caccia lanciando una app che permetta a tutti di segnalare avvistamenti di mostri.

Intanto Ava e Sara cercano di distrarre Gary mentre chi se la passa, ovviamente, peggio di tutti è Constantine braccato all’Inferno dai suoi “creditori” che scopre che il piano di Neron è collegato in qualche modo anche con l’Inferno. Chiunque scarichi l’app infatti venderà l’anima allo stesso di Neron che le sta iniziando a collezionare per poter reclamare il trono dell’Inferno.

Con le sue più collaudate abilità, il mago tabagista riuscirà ad ottenere una udienza con il Triumvirato dell’Inferno riuscendo anche ad avvertirli del pericolo rappresentato da Neron e dalla sua scalata al potere ma il Triumvirato sembra comunque avere la meglio sulla volontà di Constantine.

La Fata Turchina intanto riesce ad “intrappolare” Nora ma questo non impedirà a Zari e Charlie di ottenere una piccola vittoria ovvero far fuggire le creature ancora intrappolate al Bureau e che Neron voleva sfruttare per scatenare un attacco di massa a Washington, purtroppo però proprio Charlie cade prigioniera del demone.

Lento e squilibrato sono gli unici due aggettivi con i quali è possibile catalogare Terms of Service.

Sulla carta la sceneggiatura dell’episodio è perfetta con il piano di Neron che ha ramificazioni più profonde di quelle mostrate nel precedente episodio e Constantine impegnato all’Inferno – ottima la sua rappresentazione che ricorda quella dello sfortunato film con Keanu Reeves – nel tentativo di salvare l’anima di Ray.

Tuttavia le intenzioni non bastano e l’episodio mentre si muove circospetto per far incastrare al meglio gli intrecci si perde in un inutile e stucchevole filone narrativo legato a Gary e al Bureau dal tono comico che spezza in maniera decisa la tensione non solo dell’episodio stesso ma anche del percorso verso il climax del season finale di Neron e Constantine su tutti.

Un deciso passo indietro rispetto al precedente episodio, che pur non aveva brillato, e che conferma il trend negativo di questa ultima parte di quarta stagione di DC’s Legends of Tomorrow. Dopo aver faticato tantissimo per trovare la giusta quadratura del cerchio con un villain credibile la serie sta sprecando tutto con un tono sballato e privo di mordente.

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