Avevamo lasciato DC’s Legends of Tomorrow con quello che è stato senza ombra di dubbio l’episodio peggiore di questa quarta stagione ovvero il tredicesimo – la nostra recensione QUI – dall’esecuzione squilibrata e che si era configurato come un episodio episodio di passaggio.

Le cose migliori si erano viste nella parte finale dell’episodio quando da un lato Zari e Nate avevano recuperato un uovo di drago e soprattutto dall’altra Neron, capovolgendo la situazione in suo favore, era riuscito ad ottenere il controllo del corpo di Ray che glielo aveva ceduto volontariamente con la promessa di risparmiare i suoi amici.

In questo scenario Neron aveva anche reclutato un insospettabile alleato, Gary, mentre Ava aveva chiesto a Nora di aiutare il Time Bureau a localizzare il Ray/Neron.

Da qui riparte il quattordicesimo episodio intitolato Nip/Stuck. Gary diventa l’infiltrato di Neron nel Time Bureau sabotandone le operazioni mentre Neron attira le Leggende nell’Era Glaciale in una trappola.

Il suo piano è semplice: aprire, con l’aiuto di Constantine, un portale per l’Inferno riportando indietro l’amata e misteriosa Tabitha.

Per farlo, mentre le Leggende cercano di fuggire dall’Era Glaciale e Mona cerca di riprendere il controllo del Bureau, i due si spostano nel 55 A.C. dove un antenato di Constantine sta già per aprire un portale. Tuttavia il Constantine del presente non ha intenzione di aiutare né Neron né il suo antenato ma non riesce a fermare il rituale.

Mentre Neron si ricongiunge con l’amata Tabitha, la cui vera identità sarà una sorpresa, Constantine prende una decisione folle pur di cercare di salvare Ray: scendere all’Inferno.

Nip/Stuck conferma quanto ipotizzato nello scorso episodio ma ne corregge in parte solo la superficialità.

L’episodio si concentra molto bene nel dare finalmente sostanza al villain e al suo piano che, seppur ancora troppo generico, riesce a comunque a legittimare le scelte di sceneggiatura ponendo al centro dell’attenzione la figura di Constantine strumentale anche se indirettamente della minaccia rappresentata dal demone.

Anche la scelta finale, con Constantine che si getta volontariamente all’Inferno per salvare l’anima di Ray e giunge in un luogo che assomiglia molto al futuro in cui Biff è miliardario in Ritorno al Futuro II, è intrigante e alza le aspettative per i due episodi finali.

Se questo filone narrativo funziona decisamente bene purtroppo l’episodio si perde almeno in due frangenti. Le Leggende imprigionate era un eccellente diverso che però nel corso dell’episodio viene bruciato con incursioni in territori drama e romance davvero fini a loro stessi così come l’idea di far infiltrare Gary nel Time Bureau.

Proprio questo filone narrativo risulta stucchevole e privo di mordente rifugiandosi troppo in una comicità che stride con quanto di buono fatto vedere nello scontro fra Neron e Constantine.

Nip/Stuck offre ottimi spunti ma soffre questo inspiegabile calo in termini di equilibrio in fase di sceneggiatura che potrebbe essere imputato a questo punto solo al numero di episodio – 16 totali per questa quarta stagione – che hanno fatto propendere gli sceneggiatori per qualche passaggio riempitivo di troppo. Come ribadito più volte anche per altre serie forse un numero più contenuto di episodi, 13 ad esempio, potrebbe giovare.

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