Nel primo volume di Kick-Ass: La Nuova Tipa – la nostra recensione QUI – abbiamo assistito al rilancio di uno dei franchise più esplosivi degli ultimi anni, Kick-ass, per mano dei suoi stessi creatori ovvero Mark Millar e John Romita Jr che, utilizzando qualche stratagemma classico della letteratura supereroistica, avevano rovesciato l’assunto alla base dello stesso franchise fornendo così una lettura diametralmente opposta e ricca di nuovi spunti narrativi.

Ci siamo lasciati alle spalle le glitterate strade di New York, i video su youtube, i teenager come Dave Lizewski e i vigilanti come Hit Girl e Big Daddy in favore della polvere del deserto dell’Afghanistan e soprattutto del New Mexico con la nuova protagonista Patience Lee, soldatessa che tornata a casa dopo 8 anni in missione si ritrova a sfamare due bimbi piccoli con uno stipendio da cameriera.

Un po’ mossa dalla disperazione e un po’ dall’incoscienza, Patience indossa il costume di Kick-ass e inizia a rapinare criminali come una sorta di Robin Hood. La prima vittima di questa particolarissima crociata è Maurice, suo cognato, e boss locale.

In Kick-Ass: La Nuova Tipa Vol. 2, Millar e Romita Jr. cedono il timone ad altri due veterani ovvero Steve Niles e Marcelo Frusin.

Patience è in piena ascesa… come boss del crimine! La donna sembra aver perso il controllo e facendo piazza pulita è diventa la padrona della città eppure l’idea di tenere per sé solo 800 dollari inizia a mostrare i suoi limiti. Quando il Cartello di Santos inizia ad essere infastidito dalla presenza di Kick-ass, inizia una caccia alla donna che dovrà attingere alle sue finanze per riuscire a mantenere il controllo dei suoi uomini e a tutte le sue abilità, e ad un pizzico di fortuna, per sfuggire.

In tutto questo la possibilità che il cognato Maurice si risvegli dal coma rivelando la sua doppia vita iniziano a farsi minacciosamente concrete.

Steve Niles non si perde in convenevoli e realizza una manciata di episodi che premono subito pesantemente sull’acceleratore. Azione, tantissima, sopra le righe ma con un piglio ottantiano nella sua grottesca esagerazione che fa da sfondo ad una trama lineare ma dannatamente efficace.

Una scrittura semplice e concisa che gioca molto bene sull’idea surreale avuta da Patience e soprattutto sulle sue conseguenze che, come un domino, iniziano ad abbattersi su di lei sia come “eroina” che nella sua identità civile.

Scevro della immancabile riflessione sociale di Millar nel primo volume, Niles fa virare la storia verso territori più personali in cui l’unica “voce” è quella delle protagonista che lentamente ma inesorabilmente si sta trasformando in una antieroina sui generis.

Ad accompagnare Niles ci sono le matite stilizzate del veterano argentino Marcelo Frusin. Il suo tratto è sicuro e si appoggia fortemente sull’uso dei neri e del chiaroscuro ma non per questo risulta essere meno aggressivo o d’impatto che anzi grazie ad una costruzione della tavola ordinata ma mai rigida vengono esaltate le sequenze d’azione.

Kick-Ass: La Nuova Tipa Vol. 2 è un volume solidissimo che, nel solco dei creatori della serie, fa sterzare questa nuova interazione su territori meno “esagerati” e più “intimi” ma senza rinunciare ai marchi di fabbrica del franchise.

Qualità ineccepibile dal punto di vista carto-tecnico per il volume cartonato Panini Comics, senza particolari extra se non l’immancabile galleria di copertine alternative. Buoni anche traduzione, adattamento e lettering.

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