I giocattoli più amati del mondo si ritrovano per un’ultima (o forse no?) grande avventura, contornata come sempre da divertimento, sentimentalismo e tanta azione. Dopo aver salutato l’ormai adolescente Andy Woody, Buzz e il resto dei giocattoli si integrano nella stanza di Bonnie, la loro nuova bambina. Ma l’ombra di Andy continua a seguire Woody, sollevato dal ruolo di giocattolo preferito e leader della stanza, che in una nuova avventura “on the road”, dovrà trovare il suo posto nel mondo accettando il peso dei cambiamenti.

Diretto da Josh Cooley, il film chiude un ciclo iniziato 24 anni fa con Toy Story – Il mondo dei giocattoli, lasciando comunque aperte le porte per un futuro ampliamento e/o rinnovamento del franchise.

GIOCATTOLI E SPAZZATURA

Sfiorato il rischio di finire in soffitta, i giocattoli di Andy hanno trovato una nuova vita con Bonnie, un’energica bambina in procinto di iniziare l’asilo. Woody, nonostante non abbia più lo status di giocattolo preferito e di leader della camera, e nonostante rimanga spesso chiuso nell’armadio durante le sessioni ludiche di Bonnie, si dedica totalmente alla sua bambina e non esita ad accompagnarla, contro il parere dell’intero gruppo di giocattoli, all’asilo. Sarà proprio qui, nascosto nello zainetto della piccola, che assisterà alla nascita di Forky, una forchetta di plastica assemblata con diversi pezzi per diventare un piccolo giocattolo “artigianale”: capendo l’importanza del nuovo piccolo amico, capace di dare un po’ di gioia in un primo giorno di asilo impegnativo per Bonnie, Woody resterà al fianco di Forky “educandolo” a diventare il perfetto giocattolo preferito. E quando Forky, durante un viaggio di famiglia in camper, cercherà di fuggire (credendosi ancora spazzatura) Woody non esiterà un solo istante ad inseguirlo…iniziando un viaggio che lo porterà non solo a ricongiungersi con una vecchia amica, ma a ritrovare se stesso e il suo posto nel mondo superando il suo passato da giocattolo preferito di Andy.

SMARRITI E RITROVATI

Nessun giocattolo più di Woody, e lo abbiamo imparato nel corso delle precedenti tre pellicole, sa quale è il suo dovere: rimanere al fianco del proprio bambino e renderlo felice, nonostante il tempo e le circostanze. Ma dopo la separazione con Andy e la nuova situazione con Bonnie, Woody sente di non bastare più: vede cadere sulle proprie spalle tutto il peso del tempo, i ricordi dei momenti felici e sente che, il suo tempo di esprimersi al massimo, sia ormai passato. Per questo, all’arrivo di Forky, dona tutto se stesso (con la sua solita generosità) per far si che la piccola forchetta possa essere il miglior compagno per Bonnie. Sarà proprio l’utensile però, tentando la fuga, a mettere Woody sulla strada che lo porterà direttamente da Bo Peep, diversa da come lui (e il pubblico) la ricordava. Bo vive da giocattolo smarrito, in completa libertà e autonomia e gode della vita, per quella che è, a prescindere da un bambino; schieratasi al fianco di Woody nella missione per recuperare Forky, finito in un negozio di antiquariato e “ostaggio” di un gruppo di bambolotti (con chiaro omaggio a Chucky, anche nelle loro movenze) guidati da una bambola opportunista ma non di certo cattiva,  Bo offrirà al nostro cowboy l’immagine di un giocattolo totalmente emancipato, aiutandolo ad ampliare le sue prospettive e a riappropriarsi della sua vita, a prescindere da chi sia il suo proprietario. Non poteva che essere Bo,  partner di Woody per eccellenza, a guidare Woody verso una nuova individualità.

Con una situazione narrativa semplice e, diremmo, tipica della saga, un tono sensibile e l’allegro, il regista e gli sceneggiatori concludono il ciclo avventuroso di un semplice cowboy giocattolo nato per essere il preferito dai bambini, presentando più che una storia di formazione, una coraggiosa queste in cui Woody, come traguardo finale, ottiene un nuovo e stabile equilibrio (e chissà come sarebbe stato contento Fabrizio Frizzi, sostituito egregiamente comunque da un ottimo Angelo Maggi, di accompagnare con la sua voce il cowboy in questa importantissima avventura…).  In Toy Story 4 più che mai, tutte le azioni e i gesti dei giocattoli ruotano intorno al nostro amato eroe, capace di insegnarci non solo che smarrirsi è utile per ritrovarsi, ma anche l’importanza di sentirsi persi per ritrovare una stabilità ancora più profonda. Senza nessuna amarezza…perché il compito dei giocattoli è portare gioia, ovunque essi siano.

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