C’è tantissimo Joe Hill nell’adattamento televisivo di NOS4A2 (gioco di parole e numeri per “Nosferatu”), e non solo perché autore del libro omonimo da cui è tratto. Ma forse non basta.

Jami O’Brien racconta in stile claustrofobico ma forse eccessivamente “elementare” di Vic McQueen, adolescente dall’animo artistico che scopre di essere una “strong creative” ovvero di avere un potere al limite della realtà. Nel suo caso, trovare le cose perdute attraversando un ponte teoricamente abbattuto molti anni prima. Un potere suo malgrado, come qualsiasi “supereroe” che si rispetti, e un potere che ovviamente ha un costo: il suo occhio sanguina e le fa venire un mal di testa esponenzialmente più forte ogni volta che lo attraversa.

Come in ogni Storia Fantastica che si rispetti, c’è un villain di turno, qui magicamente interpretato da uno Zachary Quinto sempre più vecchio (o sempre più giovane, a seconda dei punti di vista), un diabolico essere di nome Charlie Manx che si nutre delle anime dei bambini lasciando ciò che resta di loro a Christmasland – un luogo sinistro creato dall’immaginazione di Manx, dove ogni giorno è Natale e la tristezza è fuorilegge. Ma che visto il nome e all’apparenza sembra il Regno ideale per tutti i bambini. Questo soprattutto perché viene messo in rilievo non tanto il loro voler giocare e mangiare dolci, ma il loro non essere ascoltati e “presi sul serio” dagli adulti.

Un po’ come Glass faceva per altri motivi, NOS4A2 gioca con gli stilemi dei superuomini per raccontare uno spaccato della società americana contemporanea, tanto dagli occhi dei genitori “adulti” quanto quelli dei figli più o meno adolescenti (un aspetto che ricorda moltissimo il fumetto di Hill Locke & Key).

La fotografia gioca invece continuamente con il contrasto dei colori freddi per la strada verso Christmasland e per il ponte, mentre quelli caldi sono concentrati nelle abitazioni di bambini e adolescenti. Dovrebbero quindi rappresentare il calore familiare all’interno di esse, ma spesso lo stesso contesto si rivela in realtà tossico e quindi i ruoli continuamente si invertono e sovrappongono continuamente in questo telefilm. Paradossale, se pensiamo che in teoria Christmasland dovrebbe essere sui colori del rosso dalle premesse descritte da Manx e nel nostro immaginario di spettatori dato il nome dell'”Atlantide” per bambini. Un luogo mitologico citato nei fumetti che Vic presta al bidello della scuola, in un gioco (la parola diviene sempre più importante in questo serial) metatestuale che piace tanto a Hill.

Vic (Ashleigh Cummings) rappresenta tutte le contraddizioni e la sincerità degli adolescenti di periferia, che sognano una vita lontano e spesso attraverso l’arte – lei vorrebbe frequentare l’università, e per giunta una scuola d’arte, ma i genitori sono poveri e non possono permetterselo. La madre giovanissima è più pragmatica mentre il padre continua a dirle di inseguire i suoi sogni ad ogni costo. Vic nel suo “cammino di crescita” da manuale incontrerà altri strong creative come lei ma con abilità diverse, come la medium Maggie (Jahkara Smith) colorata fin nei capelli.

NOS4A2 è una serie che gioca continuamente sullo stuzzicare il pubblico per volerlo far proseguire nella visione degli episodi, ma si perde in invettive da “storia per bambini” non riuscendo a fare il salto per inserirsi negli horror per adulti che tanto vanno in voga al momento… in attesa di arrivare a Christmanland e vedere se effettivamente è il Paradiso che decanta Manx oppure l’Inferno da cui non si potrà più tornare indietro.

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