L’autrice esordisce per Bao Publishing, arrivando in anteprima all’ARFestival 2019 con il suo primo graphic novel completo e fantastico Melvina. Ma chi è davvero la tenera e coraggiosa ragazzina immersa in queste colorate avventure capitanate dal vecchio Otto? Lo abbiamo chiesto direttamente alla sceneggiatrice e disegnatrice, che ci ha raccontato del mondo dove non vive solo la giovane avventuriera dai capelli rossi.

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MF: Com’è nata l’opera? Come sei arrivata in casa BAO?

RA: Melvina è nata quando ero adolescente. Stavo attraversando uno dei periodi più complessi della mia vita e lo facevo con un grosso fardello sulle spalle: la morte di mio nonno. La frattura che si è creata da quel momento ha cambiato il mio modo di vedere la vita: dall’infanzia ero stata catapultata nel mondo degli adulti, dove esistono cose che picchiano forte e che non ti chiedono neanche scusa se ti feriscono. Avevo bisogno di un mondo tutto mio, dove avrei avuto libertà, controllo e protezione. L’ho chiamato Aldiqua, proprio perché si trovava oltre il posto in cui vivevo, il più lontano possibile. Negli ho sviluppato una storia vera e propria, quella che leggerete nel libro appunto, e volevo proporla alla Bao Publishing, la casa editrice dei miei sogni. Quando ho visto che su Instagram mettevano like ai miei lavori, mi sono fatta coraggio, ho mandato al loro profilo un messaggio e mi hanno risposto che avrebbero visto volentieri un mio progetto. Mi è bastato cliccare nel tasto invio delle email e nel giro di qualche giorno ero a bordo. Ancora oggi mi sembra straordinario!

MF: Chi è Melvina?

RA: Melvina sono io, ma molto più forte, testarda ed indipendente, il contrario di quello che mi sentivo all’epoca in cui la inventai. Mi aiutava, e mi aiuta tutt’ora, a combattere quelli che io chiamo i Mostri e, grazie al suo potere, a fuggire dal quotidiano. Riesce a essere più saggia degli adulti, ma anche a divertirsi come ogni bambina ha il diritto di fare.

MF: L’universo narrativo di Melvina ricorda lontanamente quello di Lewis Carroll in “Alice nel paese delle meraviglie”. Ci sono altri generi narrativi o autori che ti hanno influenzato? Da dove nasce il mondo di Melvina?

RA: Sono una grande lettrice, fin da piccola divoravo tantissimi libri e ne accumulavo il doppio. Sicuramente, oltre ad Alice nel paese delle meraviglie, uno dei libri che più amo è Il mago di Oz ma anche la maggior parte delle storie di Roahl Dahl mi hanno segnata nella scrittura. Adoro i libri fantastici per ragazzi ma anche Lovecraft, Edgar Allan Poe, Barker, Tolkien, King, Stoker, Stevenson, Moore, Gaiman e la letteratura dell’ottocento e novecento inglese. Il mondo di Melvina nasce proprio dalla commistione di tutte queste cose insieme, ci sono creature strane, grottesche e altre crudeli, c’è il viaggio che compie Melvina e il rapporto con i suoi genitori, ci sono gli amici d’avventura e luoghi sconosciuti da esplorare.

MF: Il tuo tratto è ideale per i libri di favole ma anche per racconti in stile horror o gotico. A quali artisti ti sei ispirata e quali ammiri?

RA: Arthur Rackham, Vogel, Tenniel, Mucha, Gorey, e poi Mike Mignola, Will Eisner, Pedrosa, Turconi, Sandoval, O’Neill, Riddell sono solo alcuni dei nomi che mi hanno influenzata nella formazione, non faccio una distinzione tra fumettisti o pittori, cerco solo di studiarli e di migliorare il più possibile giorno dopo giorno.

MF: Ci racconti i tuoi progetti futuri?

RA: Per adesso sto aspettando l’uscita ufficiale di Melvina che sarà il 13 giugno! Quest’anno affronterò per la prima volta le fiere del fumetto e alcune presentazioni, per cui sono davvero molto emozionata. Nel frattempo sto già lavorando al prossimo libro che uscirà sempre per Bao Publishing, quindi mi riposo solo qualche settimana e poi torno a fare la cosa che amo di più: i fumetti!

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