Dopo avervi spiegato come accedere al Closed Network Test di Code Vein, finalmente ho potuto giocarci per testarne il gameplay in prima persona.

Come già si sapeva, ci troviamo di fronte a un Souls Like, ovvero un videogioco di ruolo d’azione con determinate caratteristiche che lo fanno rientrare nel genere di videogiochi con gameplay ispirati ai Souls: ogni volta che morirete, perderete la moneta di scambio in game, la Foschia, ma potrete sempre recuperarla nel punto esatto in cui siete deceduti, ma a patto di non morire prima, pena la perdita definitiva della vostra tanto sudata Foschia; inoltre, potrete attivare diversi checkpoint, chiamati Vischio: riposandovi presso un Vischio potrete recuperare completamente la vostra vita e gli oggetti di cura primari, ma il rovescio della medaglia è che, così facendo, ritorneranno in vita anche tutti i nemici dell’area, tranne naturalmente i Boss; presso i Veli è anche possibile aumentare il livello del proprio personaggio (creabile nell’editor iniziale, che permette anche di usufruire di moltissime opzioni per la personalizzazione dell’aspetto fisico del PG) e modificare altri parametri; Diversamente dai Souls, però, i vostri parametri verranno modificati in maniera automatica con l’aumento di livello. Un altro dettaglio tipico dei Souls e che è presente anche in Code Vein è il fatto che il gioco non possa essere messo in pausa, per cui se volete dare un’occhiata al vostro inventario o anche semplicemente andare in bagno, vi converrà farlo in aree sicure!

Tuttavia, alcuni elementi lo rendono un prodotto che integra a questo sistema di base diverse altre meccaniche: il vostro e altri personaggi che incontrerete sono chiamati Redivivi, esseri maledetti che non possono morire dotati ognuno del proprio Codice Sanguigno, che ne determina lo stile di combattimento. Ciò che però vi rende unici è la capacità di assorbire anche altri Codici Sanguigni, permettendovi così di poter sperimentare i diversi stili di combattimento per poi scegliere quelli che vi sono più congeniali. I Codici Sanguigni modificano però anche le caratteristiche fisiche del personaggio, come la Vita, per cui anche l’equipaggiamento, incluse le armi, dovranno essere impostati di conseguenza. Non solo: ogni Codice Sanguigno è collegato a delle abilità specifiche, chiamate Doni, e che potrete assegnare a diversi tasti di scelta rapida.

Un’altra caratteristica è la presenza di una minimappa rotante nell’angolo in alto a sinistra, che potrete rendere visibile sia percorrendo le aree che purificando il miasma nell’aria: in questo secondo caso, dovrete attivare un Vischio, purificarne uno marcio e uccidere il Corrotto che lo aveva infettato, il che vi premierà con una mappatura della zona, che rende visibili oggetti di interesse come i Vischi o gli Scrigni.

Per quanto invece riguarda i tempi di caricamento, parliamo di oltre 30 secondi per il primo avvio, mentre in seguito gli stessi richiederanno circa 20 secondi su PS4.

Il gioco prevede inoltre che si possa giocare in co-op online, e in questo Closed Network Test sarà possibile sperimentare anche questa opzione, esplorando un dungeon speciale creato appositamente per l’occasione. Il livello consigliato è 40, ma niente paura: livellare al suo interno sarà molto semplice. Inoltre, così facendo vi potrete procurare un bel po’ di materiali utili per migliorare e potenziare il vostro equipaggiamento, che potrete anche trasformare: proprio come nei Souls, utilizzando dei materiali speciali potrete applicare degli effetti permanenti alle armi, modificandone ulteriormente i parametri.

La sezione iniziale del gioco che potrete provare vi consentirà di iniziare a prendere dimestichezza sia con le meccaniche di un Souls Like, se non avete mai provato un gioco del genere, che con le meccaniche precipue di Code Vein.

CONCLUSIONI

Ho potuto giocare per qualche ora (diversamente da quanto mi aspettassi, perché credevo che la sezione di gioco disponibile sarebbe durata molto meno), e questo non ha fatto altro che fari venire l’acquolina in bocca: alla fine, ne volevo ancora. Il gameplay è in generale fluido, ma tenete presente che il tempismo delle azioni potrebbe sembrarvi macchinoso: a volte potreste non riuscire a curarvi, a parare o a schivare; in questi casi, però, probabilmente starete sbagliando qualcosa: per curarsi bisogna essere assolutamente immobili, mentre la mancata riuscita di una schivata, ad esempio, potrebbe essere imputabile alla stramaledetta Stamina: ogni schivata, parata o colpo ne consuma una parte, e quando si è completamente a secco non si è in grado di muovere un muscolo.

Visivamente e tematicamente vicino a titoli come God Eater, Code Vein si presenta, almeno nelle sezioni che sono disponibili nel Closed Network Test, come un buon Souls Like, che grazie alla commistione fra gli elementi più tipici del genere e altre meccaniche del tutto differenti offre agli appassionati una esperienza di gioco appassionate e appagante, e che non è nemmeno troppo frustrante, grazie anche alla presenza accanto a voi di un compagno, che riportandovi in vita, attirando l’attenzione dei nemici e colpendoli potrà darvi un po’ di supporto. In generale, comunque, ammazzare tutto ciò che vedrete non sarà poi così complicato.

Gli elementi di personalizzazione variano da quelli più meramente estetici alle modifiche di Doni, armi e pezzi di equipaggiamento, come ci si aspetterebbe da un buon GDR, anche se ambientazioni e storia non sembrano poi così originali. Non resta ora che attendere di poter mettere presto le mani sul gioco completo per verificare se le buone speranze riposte nel titolo grazie a questo Closed Network Test verranno disattese o meno.

Code Vein verrà pubblicato nel 2019 e sarà disponibile per PC, Xbox One e PS4, ma questo Closed Network Test non è disponibile per PC, ma solo per PS4 e Xbox One.

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