Dopo Il sacrificio del cervo sacro edito da CG HE, è 20th Century Fox HE Italy a continuare la distribuzione del regista greco anticonvenzionale Yorgos Lanthimos in home video con La Favorita un period movie e una commedia al femminile davvero particolari.

La confezione semplice ma azzeccata e il menu minimalista ma animato permettono di entrare nell’atmosfera vibrante e per niente “da period movie” del film. I contenuti speciali, oltre alle Scene Eliminate e al Trailer, sempre catalogati con il font tipico del film, includono lo speciale making of La Favorita: film in costume: un punto dopo l’altro. Questo making of contiene impressioni ed opinioni oltre che del regista e del trio femminile Olivia Colman, Rachel Weisz, Emma Stone, che compone il cast principale – tutte e tre protagoniste a fasi alterne, nessuna subordinata, caso anomalo come suggerisce il co-sceneggiatore Tony McNamara – anche del produttore Ed Guiney, degli attori Mark Gatiss, Joe Alwyn, Nicholas Hoult, James Smith, del direttore della fotografia Robbie Ryan, della produttrice Ceci Dempsey, della consulente storica Hannah Greig, della costumista Sandy Powell, della responsabile di trucco e parrucco Nadia Stacey e della direttrice del casting Dixie Chassay.

Come raccontano un po’ tutti, Lanthimos è un regista particolarissimo con cui lavorare, che non cerca mai l’inquadratura più ovvia, lo stesso dicasi per la fotografia e la luce, e con la storia raccontata nel film lui e McNamara si sono presi volutamente molte libertà dalla Storia con la s maiuscola. Le donne protagoniste sono ispirate a personaggi realmente esistiti, ma sono sfaccettate, compiesse mentre gli uomini sono marginali e allo stesso tempo più appariscenti, con quei vestiti eccessivi e quel trucco abbondante, come raccontano Powell e Stacey, soprattutto il personaggio di Hoult. Ma è anche grazie al trucco eccessivo che la regina Anna (Colman) mostra tutte le proprie sfaccettature facciali. Il personaggio di Hoult nel vestiario è il prototipo del dandy come rivela Powell (come lo è stato Jude Law / Silente in Animali Fantastici 2). L’utilizzo massiccio del grandangolo da parte di Lanthimos vuole rimarcare la contrapposizione piccoli personaggi / grandi spazi e proprio come in una sinfonia tutto è composito e composto nel quadro complessivo e generale, ogni strumento ha il proprio ruolo e il direttore d’orchestra sa quello che fa.
La storia d’altronde, un Eva contro Eva nell’Inghilterra del XVIII Secolo, è quella della fragile regina Anna, che ha subito 17 aborti, e siede sul trono mentre l’amica intima Lady Sarah Churchill (Weisz) governa il paese in sua vece e, al tempo stesso, si prende cura della cattiva salute e del temperamento volubile della sovrana. Quando l’affascinante Abigail Masham (Stone) arriva a corte, si fa benvolere da Sarah, che la prende sotto la sua ala protettiva. Per Abigail è l’occasione di tornare alle radici aristocratiche da cui discende e lo farà attraverso un’amicizia intima instaurata con la regina stessa. Mentre la Guerra fra Inghilterra e Francia imperversa fuori, c’è quella intestina a Corte fra Sarah e Abigail per rimanere la Favorita della Regina, a qualunque costo, a tenere banco. Un film in cui Lanthimos abbandona lo stile “fuori da ogni contesto” di cui permea solitamente i propri lavori per gettarsi a suo modo in una commedia e in un period movie riscrivendone gli stilemi e le regole.
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