L’avvincente storia di Chalice, alle prese con un cambio di sesso, ed allo stesso tempo capace di scoprire e sfruttare le sue potenzialità supereroistiche giunge (momentaneamente) alla conclusione con questo secondo volume di Alters proposto da Saldapress.

Il primo volume, intitolato La storia di Chalice, è un piccolo gioiellino contemporaneo: Paul Jenkins è riuscito con questo fumetto a portare il supereroismo ad un livello 2.0, e ad adattare le difficoltà sociali contemporanee con il genere che ha reso il media fumetto più popolare che mai negli ultimi decenni.

In questo secondo volume, intitolato Genitori e figli, ci troviamo di fronte ad una Chalice che non è più da sola, e che ha accanto un vero e proprio gruppo di persone in grado di lavorare e setacciare gli Alters. Sarà così che si scopriràla storia di Sharise, una senzatetto che vive con i suoi due figli all’interno di una macchina. Sharise è un personaggio toccante, utilizzata appositamente da Paul Jenkins per far luce sulla questione homeless negli Stati Uniti.

Sharise ha un potere che fa gola a molti, e che la farà trovare di fronte a persone senza scrupoli pronte a far del male ai suoi figli. Ma Chalice ha captato la sua presenza, e la battaglia degli Alters sarà appena iniziata.

Questo secondo volume di Alters soffre un po’ la difficoltà del far convivere tanti personaggi all’interno di un gruppo, i quali sono diventati un supporto per la supereroina transgender Chalice, ma che allo stesso tempo ne depotenziano la personalità ed il lirismo.

Sì, perché mentre nel primo volume di Alters la potenza della storia stava nelle difficoltà sociali e di vita di Chalice, le quali venivano esaltate dalla solitudine, e dalla difficoltà di adattarsi alla società. Mentre in questa nuova storia Chalice ha un gruppo su cui fare affidamento. E mentre in fumetti quali la Doom Patrol o Umbrella Academy le diversità espresse all’interno di un gruppo rivelano un grande potenziale narrativo, in Alters sembra che l’unica persona “diversa” sia Chalice. Gli altri membri della squadra non dimostrano delle particolarità o difficoltà da esternare. Ed anche la stessa Chalice nel suo super-gruppo viene normalizzata.

E la stessa cosa accade anche con Sharise appena entra nella squadra. La storia drammatica di una madre homeless, in cerca di rifugio assieme ad i suoi figli, viene depotenziata da una trama nella quale le varie diversità non riescono a sovrapporsi innalzando il potenziale della storia, bensì disinnescandolo.

Resta il fatto che Alters sia uno dei fumetti più interessanti proposti negli ultimi tempi. Paul Jenkins (così come dichiara nel suo editoriale) ha creato questa storia espressamente con l’obiettivo di soffermarsi sulle diversità, raccontare storie di personaggi alternativi, con un potenziale narrativo veramente alto.

I disegni di Leila Leiz sono a metà tra il cartoonesco ed il realistico, e riescono a dare espressività ed a rendere vivaci i personaggi. E sono esaltati dai colori di Leonardo Paciarotti, che sfruttando il tratto più leggero delle tavole, infonde vivacità alle singole scene.

Paul Jenkins ha dichiarato che temporaneamente Alters finisce qui. Sicuramente non è la fine della storia di Chalice, che nelle ultime pagine del volume decide di fare una scelta importante che avrà grosse ripercussioni sul suo futuro.

Speriamo di poter rituffarci presto nel mondo di Alters, magari leggendo una storia capace di esaltare tutto il potenziale “alternativo” e “freak” di un fumetto capace di rendere le diversità dei veri e propri superpoteri.

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