Se non avete letto il primo volume, dovete sapere che la sua storia è ambientata in un mondo in cui gli Orchi sono la razza dominatrice, mentre gli esseri umani sono loro asserviti, sia in quanto umili servitori, sia in quanto base della loro dieta. Tuttavia, la razza degli Orchi è presto destinata all’estinzione, dato che, generazione dopo generazione, il fatto di unirsi con i propri consanguinei ha prodotto Orchi sempre più piccoli di dimensioni e sempre più sciocchi nei pensieri.

In questo volume scopriremo però la storia di Yori, figlio illegittimo di una plebea e di un nobile, che vive con la madre insieme al padre, ma sempre oggetto di scherno da parte della famiglia legittima del nobile; tuttavia, scendendo ad ogni genere di compromesso, Yori riuscirà alla fine a realizzare il proprio sogno di ascendere tra i ranghi della servitù umana degli Orchi-Dei fino a diventare un potentissimo membro della loro corte.

Anche se il protagonista è diverso, questo secondo tomo della collezione presenta in realtà la stessa storia del primo volume, Piccolo, anche se raccontata da un punto di vista che la rivela come totalmente diversa e complementare. In ogni caso non è necessario aver letto il primo volume per apprezzare questo, che in certi versi gli è superiore. Se infatti in Piccolo avevo sottolineato la quasi irrilevanza del protagonista, spesso preda degli eventi, qui Yori primeggia come vero ed unico artefice del proprio destino, dato che, complice un attaccamento morboso alla madre, arriva a vendere se stesso pur di vendicarsi del prossimo che lo ha scacciato.

Non è certo un eroe positivo, ma realistico nella sua umanità corrotta. Ed è proprio l’umanità al centro di questo volume pubblicato da Bao, che lascia invece il mondo degli Orchi ai margini della vicenda. Gli uomini, tuttavia, non sono diversi dai loro signori, ed anzi ne ripetono pedissequamente le dinamiche ed i comportamenti, riuscendo in certi casi anche a fare peggio.

Ciò che invece non cambia è l’alternanza tra i fumetti e le storie classiche, che si trovano tra ogni capitolo per esporre la vita dei notabili che si sono succeduti alla carica di ciambellano. Anche questo riesce ad aumentare il livello di coinvolgimento del lettore nel mondo degli Orchi, immergendolo tramite queste storie nelle atmosfere gotiche di un mondo dove niente è come sembra ed in fondo in cui nulla è mai cambiato.

Dal punto di vista del disegno, non si possono che confermare le grandi lodi rivolte a Bertrand Gatignol già per il primo volume: il gusto della luce e il talento nell’utilizzo del bianco e nero sono una vera meraviglia, affiancati da un tratto delicato. Un gusto particolare poi si ha nel design delle vesti: la loro eleganza, coniugata all’eleganza degli ambienti, forma un contrasto evidente con i comportamenti crudeli e opportunistici che le persone pongono invece in essere tra loro e che regolano le loro vite. Anche questa volta le sproporzioni usate per gli ambienti riescono a conferire l’idea delle sensazioni che un umano deve provare di fronte ad un essere gigantesco che può schiacciarlo come e quando vuole.

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