Continua positivamente il sodalizio fra Progetto Stigma e Eris Edizioni che dopo l’ottima raccolta Sarò Breve di Squaz – QUI la nostra recensione – danno alle stampe, dopo la consueta campagna di crowd-funding conclusasi con successo, Iron Kobra.

Scritto e disegnato a quattro mani da AkaB e Officine Infernali, nomi attivissimi nel campo dell’editoria indipendente ma non solo – il lungometraggio “Mattatoio” di AkaB è stato presentato anche alla Mostra del Cinema di Venezia mentre uscivano titoli per Shockdom e Passenger Press, Officine Infernali invece usciva per Becco Giallo – Iron Kobra è un graphic novel che paga pesantemente dazio all’immaginario supererostico di matrice USA.

Henry Novak è un agente speciale che viene selezionato per indossare una futuristica tuta capace di donargli incredibili abilità e denominata Iron Kobra.

Mentre apprende dai suoi superiori che la missione per cui è diventato Iron Kobra consiste nell’abbattere il misterioso progetto Destrukton, Henry inizia ad accorgersi che la tuta è semi-senziente e che spesso è soverchiato da quello che dovrebbe essere un semplice equipaggiamento.

Inizia così una discesa in vari livelli in cui il subconscio del protagonista viene messo a nudo fra ansie e timori in una tensione fra spersonalizzazione e indagine sulla proprietà identità sessuale, morale, sociale.

Ben presto Iron Kobra si renderà conto che, squarciato il velo delle apparenze, il mondo è una “illusione” costruita dalla propaganda pilotata dai mezzi di comunicazione di massa e marketing mentre una occultocrazia ne decide il destino perseguendo i propri scopi vacui e edonistici.

La missione di Iron Kobra allora è radicalmente cambiata ma Henry Novak sarà all’altezza del improbo compito?

Quella imbastita di AkaB è una storia serratissima, un tributo/elogio (macabro) al genere superoistico e in particolare a quello più rarefatto di fine anni ’60 e inizi anni ’70 in bilico fra le sperimentazioni pop di Jim Steranko e di Jack Kirby.

Vi è però anche un gusto molto anni 2000 in quello che l’autore racconta – un agente speciale, che diventa eroe e scopre una tecnocrazia che manipola la realtà – che richiama un certo gusto britannico di autori come Warren Ellis.

Il tutto viene poi filtrato dalla sensibilità tutta tricolore di AkaB che non manca di criticare il mondo, inteso nel senso più ampio del termine, ovvero la società consumistica – di cui i supereroi in ambito fumettistico sono forse l’espressione massima – l’inaridimento dei sentimenti e la decadenza etica e sociale che mettono in discussione primariamente il concetto di identità.

E’ un flusso di coscienza lungo 180 pagine che spesso assume i toni di un’esperienza lisergica che utilizza la forma videoludica, tanto famigliare quanto aliena, di una discesa lunga più di una dozzina di livelli.

Realtà e identità che AkaB mette in discussione cercando nel lettore un approccio critico e de-decostruendo il mito del supereroe che viene svuotato del suo significato più straordinario per mostrare non tanto il volto dietro la maschera quanto il suo relativismo in una modernità estremamente omologante.

In tal senso l’autore trova in Officina Infernale un partner perfetto che rovescia l’assunto del disegno ipertrofico e dettagliato in favore di una tecnica ibrida come il collage in cui le immagini “impressionano” il lettore e le parole sgomitano per trovare spazio in un percorso sensoriale totale che avvolge il lettore e lo catapulta nelle imprese e nella folle (ir)realtà di Iron Kobra.

Come sempre solidissimo il brossurato prodotto da Eris Edizioni e Progetto Stigma. Ottima la cura carto-tecnica a cui si aggiunge una breve ma puntuale postfazione.

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IN BREVE
Storia
7.5
Disegni
8.0
Cura Editoriale
8.0
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