Epico, colossale, bestiale, dinamico, frenetico, appassionante, avvincente, visivamente bello da vedere: questo è ciò che vorrei scrivere ogni volta che mi ritrovo a recensire una puntata dell’anime L’Attacco dei Giganti, perché le premesse ci sono tutte, ma quasi sempre restano per così dire in nuce. Per fortuna, ogni tanto ci sono episodi come il più recente, che ci ricordano per quali dannati motivi continuiamo a guardarlo e/o a leggerlo: non serve per forza rivelare nuove informazioni o scoprire tutte le carte in gioco, ma vedere ogni tanto quanto crudele possa essere il mondo in cui questa cupa storia è ambientata è sempre un vero e proprio piacere.

Il problema è però principalmente uno, e non è una cosuccia da poco: la discontinuità. A causa del fatto che il ritmo della narrazione e dell’azione venga sovente spezzato da eventi e riflessioni a volte quasi privi di interesse (basti pensare alla puntata precedente, della quale potete trovare qui la mia recensione), la narrazione è tutt’altro che fluida e priva di intoppi, poiché è solita rallentare il ritmo in maniera fin troppo stiracchiata in alcuni punti, per poi tornare a viaggiare a velocità supersoniche in modo piuttosto repentino, e gli ultimi tre episodi ne sono un ottimo esempio: l’azione appassionante presente in uno non prosegue in quello successivo, spezzando per l’appunto il ritmo del racconto, per poi riprendersi all’improvviso in un episodio ricchissimo di spunti di riflessione, di strategie folli e di riflessioni intimistiche tutt’altro che superflue.

Solitamente non inserisco spoiler nelle mie recensioni, ma in questo caso dovrò fare un’eccezione, per cui se non avete ancora visto la puntata vi consiglio caldamente di non proseguire oltre nella lettura di questo articolo, nel quale vedrò di analizzare brevemente cosa stia avvenendo sui due fronti del campo di battaglia, a cominciare da quello a cui fa riferimento l’allusione alla “partita perfetta” presente nel titolo stesso della puntata.

PALLA BUONA!

A quanto pare, fra i Giganti ci sono anche degli appassionati di baseball! Purtroppo però per i ragazzi del Corpo di Ricerca, la “partita perfetta” che ha in mente uno di loro non sarà per nulla divertente: il Gigante Bestia entra finalmente in azione.

Quello che vedrete è un vero e proprio scenario di guerra, crudo e spietato come ci si aspetterebbe da una guerra, qualcosa di decisamente inaspettato e gratificante per gli spettatori.

La sequenza di attacchi ad altissima velocità che scaglierà contro gli esseri umani sono qualcosa di assolutamente godurioso da vedere: le aree colpite da ogni singolo macigno sono vastissime, e portata e danni inflitti a cose e persone sono ulteriormente aumentati dal fatto che i macigni vengano frantumati prima di essere scagliati, dimostrando non solo la programmaticità di questo immenso Gigante, ma anche il suo sadismo.

La situazione si fa sempre più drammatica, anche perché, come ben ricorderete, Bertholdt e Reiner sono ancora vivi. A tal proposito, un appunto merita la resa del Gigante Colossale: le animazioni computerizzate stonano con lo scenario e i personaggi circostanti ed è in generale poco credibile e anche, più banalmente, brutto.

Adesso i nostri giovani eroi sono davvero alle strette, e dovranno elaborare un piano efficace quantomeno per salvare il maggior numero possibile di vite e cercare di abbattere i nemici. Imprese di certo non semplici, e che richiederanno dei sacrifici e un costo in vite umane elevatissimi.

LA PROVA DI ARMIN

Armin è un personaggio che sempre più acquisisce importanza nella storia, ma in questa particolare situazione verrà mostrato quanto la sua insicurezza e la sua inesperienza siano dannosi in una battaglia cruenta e spietata come questa.

Armin è un bravo ragazzo, coraggioso e sensibile, ma si sente sopraffatto dal suo nuovo ruolo di guida per i suoi compagni, così, non riuscendo a trovare alcuna soluzione per uscire vivi da quella macelleria, decide di rifiutare quell’incarico, non sentendosi all’altezza delle aspettative di tutti e sentendo pesare troppo sulle sue spalle la responsabilità della sopravvivenza sua e dei suoi compagni. Questa scelta costerà cara ai ragazzi, che si vedranno costretti a improvvisare, con il discutibile risultato di Eren scagliato quasi oltre le mura di cinta e privo di sensi.

La morale della favola però non è che Armin e i suoi siano degli incapaci, ma piuttosto che in guerra non c’è margine di errore.

IL VENTO DI DIO

Il termine giapponese “kamikaze” (神風) vuol dire per l’appunto “vento divino”, e ben si confà alla situazione a dir poco disperata nella quale si trovano i Ricercatori al di fuori delle mura.

Erwin è un uomo molto riflessivo, e ha analizzato a fondo il campo di battaglia, giungendo a determinate conclusioni: Eren, l’unico Gigante su cui avrebbero potuto contare in combattimento, è ora privo di sensi a causa dell’inesperienza dei suoi compagni, all’interno delle mura ci sono ancora Reiner e Berthold e il Gigante Colossale sta letteralmente spazzando via intere porzioni della città e un numero spropositato di soldati con i suoi attacchi a distanza.

Una vera svolta potrebbe essere uccidere il Gigante Bestia, ma come fare per raggiungerlo senza farsi macellare prima? Levi sarebbe anche disposto ad attaccarlo frontalmente, ma avrà bisogno di un diversivo. Ed è qui che entra in gioco Erwin con il suo piano suicida. Le sequenze successive sono assolutamente affascinanti, deprimenti e sofferte in maniera così acuta e profonda da non poter lasciare indifferenti.

Erwin è un vero guerriero, un uomo in grado di mantenere la lucidità anche in momenti drammatici, anche quando decide di morire in battaglia trascinando con sé all’Inferno le reclute più giovani fra i Ricercatori. Il suo punto di vista è più che condiviso da Levi, ma come fare per convincere dei ragazzi così giovani e inesperti a dare le proprie vite?

Il discorso di Erwin ai suoi sottoposti poco prima di gettarsi fra le braccia spalancate della Morte è carico di pathos e di fiducia, nonostante la disfatta imminente: è vero, sono tutti cadaveri che camminano, ma le loro azioni potranno fornire a Levi un’ottima occasione per cercare di uccidere il Gigante Bestia: le loro vite e le loro morti non saranno dunque inutili, e il ricordo delle loro azioni riecheggerà nelle parole di coloro che resteranno.

Tutta la sequenza del discorso finale di Erwin e del successivo attacco suicida è costruita in maniera eccelsa, restituendo agli spettatori una forte carica emotiva di cui sentivo decisamente la mancanza.

IL SOGNO DI ERWIN

Erwin è il grande protagonista di questa puntata non solo per la sua statura morale e la grandiosità delle scene precedenti e del suo discorso ai ragazzi: un attimo prima di dare il via al suo attacco, si prende un momento per confidarsi con Levi in una toccante scena intimistica: se ha continuato a lottare e ora è giunto fino a questo punto, è stato principalmente per scoprire cosa si nasconda all’interno della cantina di Eren, per conoscere finalmente le verità che si celano al suo interno. Ma ora che quella porta è così vicina e che quelle risposte sono a portata di mano, si vedrà costretto a morire nell’inconsapevolezza.

Ma, come dirà ai suoi ragazzi, non importa quanto si sia attaccati alla vita, perché prima o poi tutti dovremo morire. Con la rassegnazione nel cuore, l’uomo e i suoi si armano di tutto il loro coraggio per scagliarsi a viso aperto nella loro ultima, gloriosa ed epica battaglia finale.

La terza stagione dell’anime L’Attacco dei Giganti è distribuita in simulcast con il Giappone, legalmente e in maniera del tutto gratuita qui in Italia dalla piattaforma online VVVVID.

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