Come purtroppo accade molto spesso in questa serie di animazione basata sul lavoro originale di Hajime Isayama, i momenti di azione, concitazione e di reale interesse per quanto riguarda la storia in sé scarseggiano; il fatto che la narrazione abbia alle volte tempi davvero incredibilmente dilatati fa pensare a una serializzazione lunga, alla Naruto o alla One Piece, ad esempio. Il punto è che in una serie che prevede così pochi episodi, i rallentamenti sono ingiustificati, a meno che non siano voluti già nell’opera originale, il che comunque significherebbe solo che l’anime segue fedelmente il manga, e sappiamo bene che questo non basta per creare un prodotto di qualità.

TUTTO FUMO, NIENTE ARROSTO

L’attacco dei Giganti sovente si perde in un bicchiere d’acqua: è più che naturale che i misteri che riguardano il mondo in cui la storia è ambientata non vengano svelati immediatamente, ma il problema non è questo, ma ciò che sta nel mezzo, che spezza quel senso di suspense che si dovrebbe provare facendoci chiedere cosa stiamo guardando e, soprattutto, perché.

L’ultima puntata dell’Attacco dei Giganti è un classico esempio del formato utilizzato per mettere in piedi l’intera serie, che possiamo paragonare a un pacco regalo: una confezione accattivante ed esteticamente ineccepibile, che al suo interno racchiude però un contenuto piuttosto misero, mentre il resto della confezione è stato riempito con del polistirolo per fare volume.

Ancora una volta, i diversi protagonisti si perderanno in chiacchiere piuttosto inutili, che riveleranno poco o nulla agli spettatori, mentre poco spazio sarà dedicato al vero punto forte della serie, ovvero le spettacolari scene di combattimento.

Non solo, ma anche la scena che riguarda un ricordo del passato che riguarda Reiner e Bertholdt è del tutto prevedibile e superflua, nonostante la carica emotiva che vorrebbe trasmettere.

Un altro punto a mio modestissimo parere che non depone certo a favore della serie è il fatto che Eren, arrivati ormai alla terza stagione, sia ancora il punto debole della sua formazione, quindi riveste più il ruolo di persona da proteggere che di protettore, come invece ci si aspetterebbe dal protagonista della serie, e questo perché non è ancora in grado di combattere alla pari con nemici potenti come i suoi due vecchi compagni d’arme.

Eren è un personaggio debole, quasi del tutto privo di carisma e di decisione sul campo di battaglia come al di fuori di esso, al punto che quando decide di entrare in azione ci si chiede quasi come mai la cosa gli salti in mente, visto anche che il suo repentino mutamento caratteriale che lo spinge a comportarsi in maniera forte e decisa nonostante la sua insita insicurezza non è stato ancora in alcun modo esplicato.

Ovviamente la mia speranza resta sempre quella di vedere un po’ più di carne sul fuoco, anche se fino ad ora, in ben tre stagioni, le informazioni davvero rilevanti che sono state concesse agli spettatori dell’Attacco dei Giganti sono ancora davvero scarse.

Non resta ora, dunque, che attendere di scoprire come si evolverà la narrazione nei prossimi episodi, e soprattutto come i ragazzi del Corpo di Ricerca riusciranno a venire fuori vivi dall’attacco dei Giganti che stanno subendo, mentre si trovano ancora nei pressi del Wall Maria.

La terza stagione dell’anime L’Attacco dei Giganti è distribuita in simulcast con il Giappone, legalmente e in maniera del tutto gratuita qui in Italia dalla piattaforma online VVVVID.

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