Ai giorni nostri, lungo il corso del fiume Reno, in Germania, viene trovata una vergine di Norimberga, anche detta vergine di ferro; subito la storia si sposta nel sedicesimo secolo, nel Sacro Romano Impero, un’era in cui donne innocenti, con l’unica colpa di essere colte, venivano chiamate streghe e subivano un atroce destino. Le figlie delle cosiddette streghe venivano rinchiuse invece in un apposito convento in Germania gestito dal potente ordine di Claustrum. Tra queste ragazze prigioniere troviamo anche la giovane Ella,una ragazza piena di rabbia, una rabbia inestinguibile nei confronti della misteriosa rettrice dell’ordine, Edelgard, contro cui ha giurato vendetta.

La migliore caratteristica de Il convento dei dannati è l’atmosfera che Minoru Takeyoshi riesce a trasmettere per tutto il manga al lettore; un senso di paura e suspense perduranti, grazie alle quali riesce a far immedesimare il lettore con le tragiche vicende dei protagonisti, soprattutto Ella, che riesce a spiccare grazie alla sua forza di carattere, ma anche grazie alla sua acutezza mentale, merito degli insegnamenti ricevuti dalla sua mamma. L’autore poi riesce, cosa non sempre facilissima, a far odiare anche i cattivi, privi di quel fascino che qualche volta troviamo in loro, non solo grazie alle azioni che compiono, ma anche grazie ad uno studiato character design, che ne sottolinea i vizi. Forse in alcune parti della storia si è ecceduto troppo però nella descrizione delle scene più cruente, tuttavia mai da disturbare il lettore, almeno quello medio.

Ciò detto, bisogna ammettere che queste atmosfere avrebbero potuto comunque essere ottenute anche rispettando il dato storico, che qui manca, tradendo anzi una certa superficialità: ad esempio, la vergine di Norimberga è in realtà uno strumento di tortura che ha fatto il suo debutto nella storia solo nel XVIII secolo, probabilmente solo come falso storico al fine di sottolineare una volta di più quanto il medioevo fosse stata una epoca oscura; per non parlare del fatto che alcun cenno (almeno per ora) viene fatto al movimento luterano, nonostante il castello dell’ordine si trovi nella Foresta Nera, area che nei decenni precedenti aveva visto rivolte di cavalieri e contadini contro la Chiesa di Roma; e senza voler considerare una donna a capo di un ordine religioso,… Un vero peccato, perchè Fuyumi Soryo, con Cesare – Il creatore che ha distrutto, ha dimostrato che anche rispettando il dato storico (ovviamente arricchito da eventi inventati, ma storicamente possibili) si può creare una opera apprezzabile e godibile da tutti.

Lo stile di Minoru Takeyoshi riesce invece a ricreare ottimamente gli ambienti, arricchendoli di molti dettagli che in questo caso dimostrano la volontà dell’autore di conferire al tutto un senso di realismo, cosa che consente al lettore di immedesimarsi ancora di più nella storia.

L’edizione J-POP presenta un volume (il manga sarà pubblicato in 6 tankobon totali) con i primi cinque capitoli del manga, cui si aggiunge una storia extra dedicata all’infanzia di Ella (breve, ma apprezzabile per la sua godibilità). La cura dell’edizione dimostra ancora una volta quanto J-POP voglia offrire ai lettori italiani un tankobon con carta e qualità di stampa superiori alla media; il volume presenta, come di consueto, anche una sovracopertina.

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