Nell’episodio della scorsa settimana –  la nostra recensione QUI – avevamo assistito al viaggio in Kaznia di Lena e Kara che aveva portato non solo alla scoperta dell’incredibile piano di Lex – favorire l’invasione degli Stati Uniti da parte del piccolo ma belligerante stato – ma anche dell’esistenza della Red Daughter ovvero la doppelganger di Supergirl nata a causa dell’Harun-El come visto alla fine della passata stagione.

Sul suo domestico intanto la tensione fra Lockwood e il fronte pro-alieni era degenerata in scontri violentissimi di cui lo stesso Lockwood era stato protagonista. Dopo aver scoperto le proprietà dell’Harun-El infatti se ne era iniettato una dose ottenendo così dei superpoteri.

Tornata negli USA, Kara si era immediatamente recata dal Presidente per fornire tutte le prove della cospirazione di Lex scoprendo però che lo stesso Presidente è con tutta probabilità al soldo dello stesso Lex.

Da qui riprendono gli avvenimenti dell’episodio di questa settimana intitolato Red Dawn.

Kara fugge dall’ufficio ovale ma non prima di aver avuto una prima schermaglia con la Red Daughter, ferita riesce comunque a tornare a National City dove scopre che Alex è sulle tracce della sua sosia malvagia.

Lena intanto cerca l’aiuto della madre per neutralizzare gli effetti dell’Harun-El ed estrarlo dal corpo di Lockwood divenuto ormai incontrollabile.

Tutti gli sforzi, seppur in diverse direzioni, sono volti a localizzare Lex ed evitare che il suo piano si concretizzi. Mentre Lena e James seguono Lockwood, Kara e Alex si mettono sulle tracce della Red Daughter.

Tuttavia sono Brainiac e J’onn a fare la scoperta più raccapricciante sulle deportazioni degli alieni rivelando una parte del piano di Lex ancora oscura ed estremamente preoccupante.

Mentre Kara affronta la sua doppelganger in uno scontro quasi fatale, Lex porta a compimento il suo piano.

Dopo un filotto di episodi abbastanza interlocutori, Supergirl trova un terreno nuovamente saldo su cui muoversi in vista del season finale della prossima settimana.

Capitalizzando al massimo su quanto di buono, poco a dir la verità, fatto vedere nelle scorse settimane gli sceneggiatori confezionano un episodio teso basandosi sulla paura generata dal piano/cospirazione messo in piedi da Lex Luthor.

Tuttavia, anziché sedersi sugli allori, la scrittura è intelligente perché minuto dopo minuto riesce ad amplificare il senso di minaccia di questo piano mostrandone dapprima un aspetto raccapricciante – la conversione degli alieni in pura energia – e poi di fatto facendolo concretizzare mentre la Red Daughter assurge al suo compito di mera distrazione e strumento.

Peccato che Red Dawn impieghi qualche minuti di troppo a carburare davvero colpa di una prima parte eccessivamente posata e intricata in cui ad esempio le vicende di Brainiac sembra slegate dal contesto generale. Se a questo aggiungete qualche momento in cui emerge in maniera eccessiva la componente drama e l’epilogo un po’ troppo “fantasioso” dello scontro fra Supergirl e la Red Daughter il rammarico per un episodio che avrebbe potuto davvero raggiungere un voto più alto c’è tutto.

Con il solo season finale a disposizione è il momento per showrunner e sceneggiatori di tirare le somme di qualche trama lasciata in sospeso per troppo a lungo e dar loro senso compiuto – Lockwood una su tutte – e di fornire i giusti spunti per la già confermata quinta stagione.

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