Avevamo lasciato Supergirl la scorsa settimana con un episodio – la nostra recensione QUI – che aveva avuto una pregevole intuizione: spostare l’attenzione su Kara e sulle sue qualità giornalistiche mettendo da parte Supergirl.

Questa scelta, dettata dalla macchinazioni di Lex Luthor che aveva aumentato la tensione nel conflitto fra umani e alieni, per quanto brillante aveva peccato nell’esecuzione con showrunner e sceneggiatori che evidentemente non volevo rischiare con una scelta chiara e decisa e avevano portato avanti parallelamente le sottotrama di James e le conseguenze causate dall’Harun-El e di Nia divenuta la nuova paladina di National City.

L’episodio quindi si era concluso con Kara che aveva scoperto i collegamenti di Lex in Kasnia e con Ben Lockwood, leader del fronte anti-alieni, vittima del suo stesso circolo di violenza che aveva instaurato. Sua moglie infatti era stata assassinata da una aliena come vendetta per i rastrellamenti.

Da questi due importanti avvenimenti riprende l’episodio di questa settimana intitolato Will The Real Miss Tessmacher Please Stand Up?.

Kara e Lena decidono quindi di recarsi in Kaznia dove il loro arrivo sarà tanto turbolento quanto bizzarro. I laboratori messi in piedi da Lex sono deserti, ma con evidenti segni della misteriosa Amertek, mentre l’unica anima viva è… Eve.

Cosa ci fa lì tutta sola la traditrice numero 1 e soprattutto perché sembra soffrire di una sorta di amnesia?

A National City intanto Lockwood è intenzionato a scoprire l’identità di Dreamer, capro espiatorio della morte violenta della moglie, a ritrovare la stessa assassina e soprattutto a capire come James Olsen ha ottenuto dei superpoteri. Invece Alex viene contattata per accettare una adozione, argomento che l’aveva allontanata da Maggie.

Lena e Kara iniziano a scoprire ulteriori, inquietanti, dettagli sui piani di Lex che contemplano l’invasione degli Stati Uniti da parte della Kaznia e soprattutto l’esistenza della Red Daughter.

Mentre a National City si consuma l’ennesimo scontro fra Lockwood e il team composto da Dream, James e Martian Manhunter in Kaznia Lena e Kara scoprono che Lex ha una talpa anche all’interno del Governo.

Erratico è senz’altro l’aggettivo migliore per descrivere Will The Real Miss Tessmacher Please Stand Up?.

Quello che è di fatto il terz’ultimo episodio di questa quarta stagione si muove lento e non molto deciso su più fronti senza riuscire a centrare propriamente nessun bersaglio.

Se la spina dorsale dell’episodio è ovviamente la trasferta in Kaznia di Kara e Lena la progressiva scoperta dei piani di Lex non è incisiva per lo spettatore quanto lo è per le due protagoniste. Va comunque sottolineato come si aggiunga qualche tassello importante alla cospirazione dello stesso Lex con la talpa in seno al Governo e come gli sceneggiatori cerchino di far convergere gli avvenimenti verso un nuovo confronto fra Kara e Lena che però non avviene.

La parte più interlocutoria dell’episodio però riguarda il filone narrativo di Alex, ripreso dopo parecchi episodi di pausa, e che di fatto risulta assolutamente scollato dal resto della narrazione soprattutto visti gli ultimi sviluppi.

Continua invece a tenere banco, anche come tematiche, il contrasto fra alieni e umani concretizzatosi nello scontro fra Lockwood e gli eroi rimasti a National City. Anche qui nulla di nuovo in termini di progressione delle trame se non la scoperta da parte dello stesso Lockwood dell’Harun-El elemento che verrà sicuramente ripreso nei restanti due episodi.

A soli due episodi dalla fine quindi Supergirl mostra un leggerissimo miglioramento anche se il finale lascia presagire un cliffhanger anziché una chiusura delle trame almeno di quelle principali.

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