Doom Patrol si era concentrata la scorsa settimana nell’approfondire quello che è di fatto il personaggio “outsider” di questa incarnazione televisivo del gruppo ovvero Cyborg.

Nell’episodio – la nostra recensione QUI – Vic era caduto prigioniero del Bureau of Normalcy proprio mentre lottava con la sua parte cibernetica che sempre stesse per prendere definitivamente il sopravvento.

Mentre il resto della squadra, con l’aiuto di Silas – il padre di Vic, si era mobilitato per liberarlo, Mr Nobody aveva fatto nuovamente la sua comparsa confessando di essere lui il manipolatore dietro il “malfunzionamento” di Grid e amplificando così le insicurezze di Vic legate soprattutto alle sue origini e al rapporto con il padre.

Con Silas in fin di vita e con il terribile avvertimento, l’ennesimo, di Mr Nobody di non mettersi sulle sue tracce riprendono gli avvenimenti dell’episodio di questa settimana intitolato Flex Patrol.

Con il caos causato dall’evasione di Vic nella Ant Farm, il quartier generale del Bureau, la Doom Patrol ha un incredibile colpo di fortuna incontrando per puro caso il detenuto 722 che Rita riconoscere essere Flex Mentallo ovvero l’unico indizio ancora utile per ritrovare Chief.

Mentre riviviamo con delle sequenze in analessi la cattura e la prigionia di Flex collegata a quella di Larry, nel presente Cliff e Jane cercano di farlo rinsavire: L’Uomo del Mistero Muscolare è infatti vittima di una profonda amnesia.

Intanto Vic e Rita hanno portato Silas in ospedale. Le sue condizioni sono critiche ma stabili, Vic però manifesta dei dubbi sulla missione mentre Rita incontra un simpatico vecchietto con il quale improvvisamente si apre confessando la sua grande colpa: aver causato il suicido di una giovane attrice per la quale aveva organizzato un incontro con un importante produttore.

Sarà però ancora una volta Larry, e lo Spirito Negativo, a venire in soccorso della squadra. La chiave per fargli ritornare la memoria… fargli incontrare la moglie Dolores.

L’incontro tuttavia non avrà un lieto fine mentre Vic, su consiglio di Rita, prende una decisione che lo allontanerà forse definitivamente dalla squadra.

L’ultima parola però spetta come sempre a Mr Nobody che, come accaduto nei primi episodi, sfonda la quarta parete per avvertirci che se vogliamo ritrovare Chief dobbiamo solo andarcelo a riprendere.

C’è qualcosa di estremamente malinconico in Flex Patrol ma anche di catartico.

Showrunner e sceneggiatori giganteggiano per costruzione non tanto delle trame quanto dell’evoluzione di questi personaggi che nelle loro bizzarrie sono specchio di una umanità tanto umano quanto improbabile.

Sfruttando l’inerzia del non brillantissimo episodio precedente viene introdotto Flex Mentallo personaggio a dir poco pittoresco il cui ingresso in scena è però un giano bifronte. Dalle grottesche origini e poteri passando per l’immancabile amnesia, il personaggio improvvisamente si rivela in tutta la sua potenza e drammaticità quando incontra, seppur brevemente, la moglie.

Flex – interpretato in maniera davvero eccellente da un Devan Chandler fascinoso ma anche delicatissimo – fa da contraltare ai momenti di catarsi e consapevolezza dei singoli personaggi. Jane e Cliff sembrano ritrovare, e confessarsi, quella sintonia perduta mentre Rita finalmente rivela il suo fardello. Il rapporto fra Larry e lo Spirito Negativo viene finalmente chiarito con il primo che ha di fatto tenuto imprigionato il secondo di cui però non può fare a meno per sopravvivere.

Poi c’è Vic che parrebbe aver abbandonato la squadra ma dubito che non lo ritroveremo negli ultimi due episodi così minacciosamente introdotti da un Mr Nobody/Alan Tudyk davvero superbo nel rendere credibile questo villain così sghignazzante quanto temibile.

Le aspettative sono decisamente alte per gli ultimi due episodi di Doom Patrol.

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