La scorsa settimana, dopo aver riportato indietro dai meandri della sua stessa mente Jane, la Doom Patrol si era separata – la nostra recensione dell’episodio QUI.

Larry era finalmente riuscito a decifrare gli indizi lasciategli dallo Spirito Negativo reincontrando John, ormai vecchio e malato, venendo a patti con la sua sessualità. Cliff si era recato in Florida con Rita nel tentativo, l’ennesimo, di riappacificarsi con la figlia.

Victor aveva scoperto che in qualche modo la sua parte cibernetica stava prendendo il sopravvento e lo aveva confessato a Jane dalla quale si era lasciato convincere a seguire l’unico indizio utile per ritrovare Chief ovvero rintracciare il misterioso Flex Mentallo, l’eroe della spiaggia.

Tuttavia la missione era terminata bruscamente a causa di un inaspettato attacco del Bureau of Normalcy che era riuscito a rapire proprio Vic.

Da qui riprende l’episodio di questa settimana intitolato Cyborg Patrol. Vic è prigioniero del quartier generale del Bureau, la Ant Farm, mentre alla Doom Manor giunge Silas Stone allertato dai segnali di errore di Grid, il sistema operativo che Vic era riuscito faticosamente a estrarre dal suo corpo.

Mentre Grid cerca di riprendere il controllo di Vic, Silas convince il resto della Doom Patrol ad introdursi nella Ant Farm per liberarlo. Ma non tutto andrà per il verso giusto… o forse si?

A pagarne le conseguenze più pesanti saranno però proprio Vic e Silas, complice il solito zampino di Mr Nobody.

Rispetto agli altri episodi dedicati ad approfondire le origini e il background dei personaggi questo Cyborg Patrol è forse meno incisivo complice un ritmo piuttosto blando e l’azione che scarseggia almeno fino ai minuti finali.

L’idea di showrunner e sceneggiatori è abbastanza palese: cercare di confondere lo spettatore tanto quanto lo stesso Vic sulle sue origini.

Pur essendo intrigante la scelta di non utilizzare Grid come la solita intelligenza artificiale che prende, troppa, coscienza di sé il risultato non è così drammatico come il finale dell’episodio vorrebbe trasmettere anche perché l’ingresso in scena di Mr Nobody – che non vedevamo da qualche episodio – depaupera di pathos il confronto fra Vic e Silas già “disturbato” da Grid.

L’episodio si contraddistingue anche per alcune azzeccate strizzatine d’occhio alla cultura geek in generale – Star Wars e Le Iene – oltre che a quelle specificatamente legate alla DC, una su tutte Watchmen.

A soli tre episodi dalla fine Doom Patrol sembra assolutamente lontana dal voler abbandonare il filone narrativo della ricerca di Niles Caulder che così bene sta facendo da filo conduttore per la serie concedendo ampio spazio all’approfondimento dei singoli personaggi, a esperimenti registici e di sceneggiatura. E’ pur vero che, come accaduto questa settimana, l’episodio non sia brillantissimo.

Considerazione a latere, ma legata a quanto appena detto, è che uno degli episodi meno brillanti coincida con l’approfondimento del personaggio forse più conosciuto di questa incarnazione della Doom Patrol, quello stesso Cyborg – protagonista al cinema e soprattutto in TV grazie alle serie animate per i più piccoli – di cui sembra quasi voler rendere le origini ancor più drammatiche di quelle che sono.

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