L’ultimo episodio di Boruto: Naruto Next Generations è di una inconsistenza talmente disarmante che qualsiasi cosa decida di scrivere a riguardo non potrebbe che arricchirne il contenuto.

Parliamoci chiaro: il sequel di Naruto, almeno fino a questo punto (e siamo già arrivati a 100 puntate suonate), si è rivelato di qualità decisamente inferiore al prodotto originale, e di moltissimo. Naturalmente in questo caso mi sto riferendo esclusivamente all’anime di Boruto, non al manga, nel quale la storia sta proseguendo in maniera un po’ più spedita nonostante la cadenza mensile anziché la classica settimanale.

IL VUOTO DENTRO IL NIENTE

Come già sapete bene e come ho già scritto io stesso più volte nelle mie precedenti recensioni, il problema maggiore che attanaglia sia Naruto che Boruto sono i filler, che possono coprire singoli o pochissimi episodi ma che possono anche costituire intere saghe. Conosco fin troppo bene l’anime di Naruto, e non ho memoria di alcuna saga filler degna di essere ricordata, anche perché lo scopo dei riempitivi è quello di prendere tempo per evitare una sovrapposizione fra il manga e l’anime, quindi diciamo che un po’ tutto fa brodo, l’importante è allungarlo in qualche modo, questo brodo.

Badando più alla quantità che alla qualità è facile capire come mai quando si guarda Boruto: Naruto Next Generations venga da pensare che quei 23 minuti a settimana che gli dedicate potrebbero essere impiegati per guardare qualcosa di più piacevole e interessante: una serie TV, un altro anime o il soffitto.

MOODY BLUES Vs. C17

Avete presente il potere dello Stand di Leone Abbacchio, uno dei personaggi principali di un anime che invece vi consiglio caldamente, ovvero quel capolavoro assoluto che è Le Bizzarre Avventure di JoJo? In breve, Moody Blues, lo Stand di Leone, è in grado di riprodurre cosa sia avvenuto in un luogo scelto dal suo Portatore, un po’ come se riavvolgesse il nastro del tempo.

Ecco, guardare l’ultimo episodio di Boruto: Naruto Next Generations è un po’ come guardare Moody Blues riprodurre qualcosa che è già avvenuto: non solo ci troviamo davanti a un filler, ma in pratica ci costringono, per gran parte del tempo, a riguardare ciò che avevamo già visto nella puntata precedente, il che rende un episodio del genere per me assolutamente non classificabile.

Il rischio a cui potrebbe andare seriamente incontro questa serie di animazione è che venga purtroppo riempita di filler fino a scoppiare, come C17 quando assorbe più energia di quanto possa riuscire a contenere.

MALEDETTO IL SEGNO MALEDETTO

L’operazione di riciclo delle ottime idee di Masashi Kishimoto prosegue, ma c’era davvero bisogno di ritirare in ballo i Segni Maledetti? A mio modestissimo parere, assolutamente no. Boruto è un prodotto che dovrebbe essere sì collegato a Naruto, ma al contempo anche autonomo, mentre per ora questo anime non fa che scimmiottare in modo per giunta pure goffo il grande manga scritto e illustrato dal Maestro Kishimoto.

Se non conoscete Naruto, probabilmente questa riflessione non vi toccherà, ma chi come me lo ha seguito è molto, molto probabile che semplicemente sia stufo di rivedere sempre le solite cose in salse nemmeno tanto diverse, ma decisamente più insipide.

TI RICORDI CHE MERAVIGLIA LA FESTA DELLE MEDIE?

Un’ultimissima riflessione su questo imbarazzante episodio e più in generale sull’anime basato sul manga Boruto: Naruto Next Generations: per quanto sia chiaramente un prodotto dedicato a un pubblico di giovane età, questo a mio parere non giustifica il fatto di proporre loro qualcosa di una qualità molto spesso talmente bassa da far pensare che sia tutto uno scherzo. A coronare il tutto, poi, una veste grafica e delle animazioni a tratti decisamente poco curati. Un ultimo consiglio? Guardate Mob Psycho 100.

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