Star Trek: Discovery 2×11 – Perpetual Infinity | Recensione

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La IA, il Red Angel, la Sfera… tutto è collegato.

Con l’episodio della scorsa settimana, la nostra recensione QUI, Star Trek: Discovery aveva tirato un netta linea di demarcazione per questa seconda stagione. Il mistero del Red Angel era stato definitivamente svelato con un inaspettato twist: se inizialmente, dopo gli eventi occorsi su Control – la base della Section 31, si era pensato che il Red Angel fosse la stessa Burnham proveniente dal futuro, il rischioso piano per catturarlo – usando come esca Burnham cioè mettendo a repentaglio volutamente la sua vita – era perfettamente riuscito e il viaggiatore temporale si era rivelato… la madre di Burnham!

Questa rivelazione aveva poi trovato riscontro il quelle di Leland: la tecnologia per il viaggio nel tempo era stata sviluppata dalla Federazione in un progetto con a capo di genitori di Burnham e in una “corsa agli armamenti” contro l’impero Klingon.

In Perpetual Infinity, Burnham si risveglia dopo aver rivissuto la morte dei suoi genitori a seguito dell’attacco Klingon. Iniziando ad esaminare il diario tenuto dalla madre nella tuta del Red Angel, scoprirà in realtà che la madre è fuggita prima di essere uccisa venendo catapultata 950 anni in un futuro in cui la vita è stata spazzata via. Il piano allora diviene più chiaro: fornire tutti gli strumenti alla Michael del futuro per impedire questo scenario.

Mentre la Discovery deve fare i conti con le conseguenze di avere catturato un viaggiatore temporale – che viene attirato nel futuro con una importante spinta gravitazionale – Control e la sua Intelligenza Artificiale malvagia prendono il controllo di Leland che ordina a Tyler di compiere spionaggi sulla Discovery.

Al risveglio la madre di Burnham chiede di avere un colloquio con Pike comunicandogli che l’unico modo per fermare la IA è quello di distruggere la Sfere con le informazioni. Indipendentemente dall’eticità della scelta, la Sfera si auto-protegge criptandosi.

La soluzione allora è anti-convenzionale: trasferire i dati della Sfera nella tuta del Red Angel e spararla così lontana nel futuro da essere irraggiungibile per la IA e contemporaneamente creare una nuova ancora per la madre di Burnham che la attiri nel presente. Ovviamente la Section 31 avrà ben altri piani cercando di intercettare le informazioni della Sfera prima che vengano perse per sempre con il “tradimento” di Leland che diviene palese.

Perpetual Infinity non riesce a replicare per struttura e ritmo l’ottimo episodio precedente pur fornendo alcuni interessanti spunti per il filotto finale di episodi che inizierà ufficialmente dalla prossima settimana.

Se infatti nelle scorse settimane showrunner e sceneggiatori erano riusciti a contenere “l’effetto spiegone” questa settimana devono giocoforza piegarsi a questa necessità se non altro per far combaciare, in maniera tutto sommato più che convincente, i vari pezzi del mosaico sparsi nel corso di questa seconda stagione che vengono così riuniti grazie ad un unico filo conduttore concretizzatosi nel tema dei viaggi del tempo del Red Angel e in quello delle informazioni contenute nella Sfera preda della Section 31.

Proprio questo risvolto è quello più pregnante con il “tradimento” di Leland con cui gli showrunner strizzano un occhio ai borg tratteggiandone forse l’origine segreta.

In definitivamente l’episodio soffre nella prima parte un po’ lenta e farraginosa – dedicata allo “spiegone” di cui sopra – accelerando nella seconda parte ovvero quando la Discovery architetta il piano per salvare la madre di Burnham ed successivo intervento di Leland.

Stabilite che sono le informazioni della Sfera il vero perno delle vicende vedremo come Leland e la Section 31 si muoveranno e come risponderà la Discovery, con la drammatica conclusione dell’episodio di questa settimana inoltre ritorna in campo, come elemento “sorpresa”, anche lo stesso Red Angel di cui ora però conosciamo intenti e mezzi.

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