Star Trek: Discovery 2×10 – The Red Angel | Recensione

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I drammatici avvenimenti vissuti su Control, la base segreta della Section 31, è ora di scoprire l’identità del Red Angel!

Nell’episodio della scorsa settimana – la nostra recensione QUI – eravamo stati sapientemente ingannati nel pensare che dopo il ritrovamento di Spock e le sue rivelazioni, la battaglia fosse uno scontro diretto fra la Discovery e la Section 31.

In tal senso l’idea che un flusso di dati fosse stato inviato proprio al quartier generale segreto della Section 31 aveva alimentato i sospetti. Tuttavia l’indagine della Discovery si era conclusa in maniera drammatica ribaltando l’assunto che proprio la Section 31 fosse il vero nemico. Una Intelligenza Artificiale ostile, arrivata nel nostro universo quando la Discovery si era avvicinata ad una delle distorsioni temporali, si era introdotta nei sistemi della Discovery e inviato quei dati su Control per farla evolvere in un’arma.

Tutto questo era avvenuto tramite Airiam – l’androide facente parte dell’equipaggio – che era stata infettata e che Burnham era stata costretta ad espellere dalla base orbitante uccidendola.

Nell’episodio di questa settimana, intitolato inequivocabilmente The Red Angel, l’equipaggio della Discovery piange il suo membro appena perso ma non per questo abbandona le indagini e Tilly ripulendo ed esaminando la memoria di Airiam scopre una stringa di codice con l’impronta bio-neurale del misterioso viaggiatori temporale… la scoperta metterà in allerta sia gli ufficiali della Discovery ma soprattutto la Section 31 che farà alcune clamorose rivelazioni sia sul Red Angel che sulla tecnologia che gli permette di viaggiare nel tempo.

A dispetto di queste importanti rivelazioni il piano rimane inalterato: cercare di catturare il Red Angel con una elaborata e pericolosissima trappola sul pianeta Essof Four.

The Red Angel è il culmine di quanto costruito, in maniera non sempre perfetta in questa seconda stagione, riguardante la misteriosa entità che ha messo in moto i vari eventi che si sono succeduti negli episodi e hanno investito alcuni membri dell’equipaggio della Discovery in maniera diretta. Ma è anche il culmine di quanto fatto intendere soprattutto negli ultimi due episodi ovvero che l’avvento del Red Angel non sia solo un evento di portata apocalittica ma che coinvolga come una cospirazione più livelli della Federazione.

Ecco come la rivelazione sull’identità del viaggiatore temporale giunge fulminea e spiazzante e di primo acchito anche un po’ telefonata ma showrunner e sceneggiatori giocano molto bene le carte a loro disposizione e confezionano una prima parte che paga dazio all’anima più “logica” del franchise – con una lunga disamina sulle conseguenze della rivelazione e le sue implicazioni – per poi costruire una seconda parte tesissima il cui perno è il folle piano per catturare proprio il Red Angel.

Forse l’episodio pecca nel voler inserire alcune sequenze prettamente drama ma si tratta di passaggi davvero trascurabili che non inficiano un episodio sorprendente per concezione e soprattutto per svolgimento.

Con tutte le rivelazioni e implicazioni di questo decimo episodio è lecito domandarsi come verranno sviluppate nel filotto finale di episodi trame e suggestioni lanciate proprio questa settimana, una su tutte il ruolo dell’Impero Klingon e la vera natura della Section 31 e del suo capitano Leland.

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