Arrow 7×16 – Star City 2040 | Recensione

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Nella Star City del 2040 scopriremo finalmente il mistero dietro la scomparsa di Felicity.

Avevamo lasciato Arrow con un godibilissimo ma non brillantissimo episodio di passaggio la scorsa settimana – la nostra recensione QUI. Il Team Arrow era tornato ufficialmente in pista senza non qualche difficoltà di adattamento alle regole imposte, ma puntualmente disattese e piegate per permettere alla squadra di riprendere indisturbata la sua operatività, mentre nubi densissime si era accumulate all’orizzonte quando Laurel era stata convocata da Bronze Tiger allo Slabside con dettagli importanti sull’omicidio di Diaz.

Qualcuno vestito come Green Arrow aveva assassinato nella sua cella The Dragon, i sospetti ovviamente era subito caduti su Emiko, la sorellastra di Oliver e collegata in maniera ancora poco chiara al pericolosissimo Dante, la quale aveva rivelato a sorpresa a Laurel di conoscere la usa identità segreta.

Intanto nel futuro Mia e William avevano decisamente fatto un passo avanti nel rivelare il mistero sulla scomparsa di Felicity e sul perché la donna li aveva invitati a lasciare la città. Avevano infatti ottenuto delle coordinate che puntavano nel cuore delle fortificatissime Glades.

Come facilmente auspicabile dal titolo dell’episodio di questa settimana, Star City 2040, ci spostiamo subito nel futuro dove, dopo una breve sequenza in analessi riguardante il background di Mia, i due ragazzi decidono di penetrare nelle Glades e nel quartier generale della misteriosa Galaxy, facciata per la pericolosa Eden Corps.

Sarà il Renee del futuro a rivelare il vero piano della corporazione: livellare Star City per poterla ricostruire.

Dopo essere scesi nei livelli segreti della Galaxy, Mia e William libereranno un inaspettato prigioniero e dovranno fermare, con l’aiuto di Zoe, Roy e Dinah il piano già messosi in moto per la distruzione della città.

Finalmente nel finale scopriremo il vero collegamento fra le sequenze in prolessi e il presente al cui centro c’è ovviamente Felicity.

Star City 2040 chiude, seppure non del tutto, le trame ambientate in questo futuro distopico della città di Green Arrow non riuscendo a sfruttare al meglio quello che di buono era stato fatto vedere soprattutto nei primi episodi riguardo questo particolare filone narrativo di questa settima stagione.

Se tutto trova, per fortuna, ragion d’essere nel finale – che strappa più di una pagina fumettistica per trovare concretezza – lo svolgimento non può certo dirsi soddisfacente: lo scenario in cui i personaggi si muovono risulta essere alla fin fine un riciclo di altre trame viste nella serie così come i personaggi alla fine risultano appena abbozzati e in alcuni frangenti più che stereotipati.

In tal senso ne esce malconcia Mia la cui caratterizzazione si perde venendo diluita in un inutile e stucchevole componente drama che culmina nel contrasto/confronto con la madre.

Questo filone narrativo non aveva fatto nulla, soprattutto negli ultimi episodio, per aumentare le aspettative nei suoi confronti e la sua risoluzione è un diversivo che svolge bene il suo compito giocando con stilemi e soluzioni narrative e registiche sicure ma prive di vero mordente.

Non sarebbe giusto per questo giudicarlo come una vera e propria battuta d’arresto per Arrow che sta riuscendo, con qualche difficoltà, a mantenere alto il suo ritmo in questa stagione tuttavia, vista anche la partenza al fulmicotone, era lecito aspettarsi qualcosina di più da questo filone narrativo che alla fine risulta un po’ fine a sé stesso.

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